Se fai naufragio

Che almeno si sforzassero di scrivere, nero su bianco, la volontà di ripudiare la propria moglie e i motivi del ripudio. Così Mosè aveva cercato di porre un freno alla durezza del cuore di tanti uomini che si disfavano della donna come di un somaro. Siamo prima di Cristo, in una società tribale, nomade e analfabeta eppure Mosè impone la forma scritta. Insomma: dividere ciò che Dio ha unito dev’essere per lo meno complicato, costoso, pubblico. Troppe erano le donne abbandonate e sole. La Chiesa, migliaia d’anni dopo confermerà la forma scritta, il registro, le firme dei testimoni e del prete, addirittura per dare inizio al matrimonio. Ciò, ancora una volta, per impedire che la donna fosse disconosciuta, abbandonata a se stessa, dichiarata un nulla. Certo, la durezza dei cuori non cede mai e la regola che un tempo era a difesa del più debole potrebbe diventare oggi la sua trappola. Le regole servono a ridurre il male non ad acuirlo. Nessuno si sposa contando di fare naufragio. Al naufrago però si getta un appiglio, non si fa lezione di nautica. Siamo pescatori di uomini, non giudici…..https://lalocandadellaparola.com/2025/02/28/se-fai-naufragio/

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