III^ DOMENICA DOPO L’EPIFANIA e Sant' Agnese Vergine e martire

 Num 11,4-7. 16a.18-20.31-32a.- 1Cor 10.1-11b - Mt 14-13b-21

 

Questa terza domenica dopo l’Epifania ci porta a percorrere la vicenda del popolo eletto che vive l’esperienza dell’esodo, ma preso da malumore perché la manna non basta più, ha nostalgia dell’Egitto.

Dio di fronte al lamento compie un altro miracolo e il popolo raccoglie le quaglie.

Matteo vede Gesù come nuovo Mosè: c’è tanta gente che accorre al Signore e Gesù ha compassione per loro, li guarisce, compie il miracolo della moltiplicazione dei pani perché tutti possano mangiare.

 Paolo vede la storia passata come prefigurazione della vicenda dei cristiani: il passaggio del Mar Rosso è visto come Battesimo, la manna e l’acqua scaturita dalla roccia come eucaristia.

Dio ha salvato tutti, ma non tutti hanno risposto all’more di Dio a causa dell’idolatria, dell’immoralità, dell’incredulità

Si tratta di maturare una fede adulta che è disposta a rischiare sulla parola del Signore. Nell’eucaristia che noi celebriamo , in cui sperimentiamo che Gesù diventa pane spezzato per noi, anche noi possiamo diventare per i fratelli pane spezzato.

Da Franco Cecchin, “A ciascun giorno la sua Parola - Anno B”, pp.77 e ss., Àncora, Milano

 

SANT'AGNESE

Roma, fine sec. III, o inizio IV

Agnese nacque a Roma da genitori cristiani, di una illustre famiglia patrizia, nel III secolo. Quando era ancora dodicenne, scoppiò una persecuzione e molti furono i fedeli che s'abbandonavano alla defezione. Agnese, che aveva deciso di offrire al Signore la sua verginità, fu denunciata come cristiana dal figlio del prefetto di Roma, invaghitosi di lei ma respinto. Fu esposta nuda al Circo Agonale, nei pressi dell'attuale piazza Navona. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente risorse per intercessione della santa. Gettata nel fuoco, questo si estinse per le sue orazioni, fu allora trafitta con colpo di spada alla gola, nel modo con cui si uccidevano gli agnelli. Per questo nell'iconografia è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio. La data della morte non è certa, qualcuno la colloca tra il 249 e il 251 durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio, altri nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano.

 

 

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