Giovanni di Gorze

Era nato in Lorena da agricoltori agiati e compí i primi studi senza grande ardore a Metz e a Saint-Mihiel. Mortogli il padre, dovette, ancora adolescente, occuparsi dell'amministrazione dei beni della famiglia. Quando i suoi fratelli poterono assumersi questo incarico, egli fu insediato, da un signore vicino, come curato della chiesa di cui questi aveva il diritto di nomina. Entrò in seguito in contatto col monastero femminile di S. Pietro di Metz.

Avendo notato che Grisa, una giovane monaca, portava un cilicio, si consacrò lui stesso alla penitenza e allo studio. Con alcuni compagni, decise in mezzo al generale rilassamento di condurre vita monastica regolare. Non avendo potuto stabilirsi nell'Italia meridionale, come avrebbe voluto, ricevette nel 933 da Adalberone, vescovo di Metz, l'abbazia di Gorze, che in quel momento era quasi abbandonata ed Einoldo, arcidiacono di Toul, divenne abate del monastero restaurato, mentre Giovanni ebbe la funzione di cellerario. Nelle carte egli si firma come portarius (945) o propositus (949). Riuscí a ristabilire la prosperità materiale dell'abbazia, dedicandosi a una vita severa, pur trattando con dolcezza i deboli e gli ammalati.

Nel 953 l'imperatore Ottone I lo inviò in missione presso il califfo di Cordova, Abderrahman III, missione che durò tre anni. Alla morte di Einoldo nel 967 (e non nel 959 come dicono D. Dummler e Sackur, perché le carte del 960 e 967 portano ancora il nome di quest'ultimo) Giovanni divenne abate. Continuò la sua vita di austerità e morí il 7 marzo 976 (all'inizio della Quaresima, piú precisamente la domenica di Quinquagesima) e non nel 973, come si è creduto, perché è ancora segnalato il 2 e il 22 giugno 975 (il suo successore Odelberto è citato nel 977).

Giovanni ricevette il titolo di beato e di santo. Dopo il Ménard è iscritto nei martirologi benedettini al 27 febbraio. La Vita è stata redatta dal suo amico Giovanni di S. Arnolfo di Metz, ed è opera che, se pure incompiuta, ha un valore storico sicuro. La morte di Giovanni è descritta nel prologo.

 

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

8 Aprile 1848 il battaglione San Marco ha il suo battesimo del fuoco a Goito. Lo stesso giorno entra in azione anche il neonato corpo dei Bersaglieri.

Social

newTwitter newYouTube newFB