Calolzio, 11 aprile 2019   |  

Zone rosse per i centri migranti a Calolzio, Straniero (PD): apartheid

Fragomeli: "Siamo di fronte ad un imbarbarimento culturale e civile che non può più essere tollerato".

raffaele straniero ufficio

Raffaele Straniero

"A Calolziocorte è stato reintrodotto l’apartheid”, è il commento di Raffaele Straniero e Fabio Pizzul, consigliere e capogruppo regionali del Pd, sulla vicenda del sindaco leghista Marco Ghezzi che ha deciso di creare delle vere e proprie zone rosse dove è vietato aprire nuovi centri per migranti.

“La decisione del sindaco e della Giunta leghisti di Calolzio di tenere a distanza dai luoghi considerati sensibili 18 migranti, tra cui parecchi bambini nella primissima fascia di età, puzza di discriminazione razziale lontano chilometri – aggiungono Straniero e Pizzul –. Non è semplicemente la volontà di non far costruire centri di accoglienza per profughi nei pressi di scuole, oratori, come se poi la Chiesa volesse tenere lontani gli ultimi, la stazione, dove semmai i problemi sono ben altri, o la biblioteca, cioè un luogo di cultura e integrazione per eccellenza. È proprio il gesto di dire che alcuni luoghi del comune non possono essere ‘avvicinati’ o ‘frequentati’ da donne, uomini e bambini che non appartengono alla nostra razza, che hanno un colore della pelle diverso dal nostro. Apartheid, appunto. Questo è il nome giusto”.

"Scandaloso - continuano - che questa decisione venga paragonata al provvedimento contro il gioco d’azzardo patologico, che anche noi abbiamo appoggiato e diffuso perché equiparabile appunto a una malattia che crea danni e problemi famigliari gravi. Per i leghisti di Calolziocorte va usato lo stesso metro di misura: luoghi sensibili distanti dalle slot machine per loro è la stessa cosa di esseri umani distanti dalla chiesa, dalla scuola, dalla biblioteca… Un concetto inaccettabile e vergognoso”.

Fragomeli 2

Gian Mario Fragomeli

«L’Amministrazione comunale di Calolziocorte ha compiuto una scelta di una gravità inaudita. Per precisa volontà della giunta leghista - e per pura e scellerata propaganda elettorale - è stata decisa la creazione di zone urbane dove, senza distinzioni di sorta, l’accesso è vietato a migranti e richiedenti asilo. È stata insomma adottata, consapevolmente, una politica segregazionista che non tiene nemmeno conto della presenza, tra queste persone, di mamme e bambini, ovvero di quelle figure più fragili che hanno assoluta necessità di integrazione e di servizi (come le scuole) e non invece di essere relegate in luoghi periferici. In ragione di tutto ciò, ho immediatamente presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Interno, Salvini, e al Ministro della Famiglia, Fontana». Commenta Gian Mario Fragomeli, deputato PD della Brianza.

«È una decisione assurda e inaccettabile. In quel territorio vivono in tutto 18 migranti (7 ragazzi maggiorenni di cui 6 con contratto di lavoro nella frazione di Rossino e nella frazione di Casale; un solo nucleo familiare; una mamma con un bimbo di 3 anni e 3 mamme di bimbi con meno di un anno d’età). L’interdizione stabilita dal Comune riguarda anche la possibilità di ospitare delle persone: ciò impedisce quindi alle strutture già presenti sul territorio, sia ecclesiastiche che laiche, di svolgere la propria opera. Una violazione insostenibile - lo dico da cattolico - del diritto della Chiesa di promuovere accoglienza, sostegno e integrazione. Con la mia interrogazione, ho pertanto chiesto al Governo di verificare i palesi elementi di illegittimità e di manifesta incostituzionalità presenti nelle delibera approvata dalla giunta di Calolziocorte, chiedendo quindi che venga attivata la Prefettura competente allo scopo di impedirne l’applicazione».

«Siamo di fronte ad un imbarbarimento culturale e civile che non può più essere tollerato - conclude Fragomeli. Deve essere chiaro a tutti fino a che punto ha osato spingersi e quali nefaste conseguenze sta avendo la becera e disumana linea politica portata avanti dalla Lega e dal suo leader Matteo Salvini»”.

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