Calolzio, 12 aprile 2019   |  

Zone rosse a Calolzio, Noi tutti Migranti: non rispetta la convenzione di Ginevra

"Appare invece chiaramente come un’operazione propagandistica, che strizza l’occhio al dilagare di posizioni politiche e concrete azioni, sempre più caratterizzate da razzismo e xenofobia".

stazione calolzio

La stazione di Calolzio, in "zona rossa"

Continua a far discutere il regolamento approvato dal Consiglio comunale di Calolzio che definisce delle zone della città dove sarà vietato aprire un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Una ferma condanna giunge dal Coordinamento "Noi Tutti Migranti".

Coordinamento “Noi Tutti Migranti” di Lecco esprime la più ferma condanna e lo sdegno per la decisione del Comune di Calolziocorte di approvare il “Regolamento Comunale per le strutture di accoglienza per i migranti”, che introduce limitazioni, distanze e luoghi sensibili per le nuove eventuali collocazioni di Centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, e che di fatto afferma una ghettizzazione inaccettabile ed ingiustificabile nei confronti di queste persone.

Ancora una volta si tenta di mettere assieme il tema dell’immigrazione con quello della sicurezza, un accostamento che ignora dati statistici ed anche le importanti e positive esperienze locali, anche all’interno dello stesso comune, che lo smentiscono nel modo più assoluto.

L’individuazione poi di zone rosse e blu e di luoghi sensibili coincidenti con scuole, oratori e biblioteche, con una dichiarata equiparazione al regolamento per le macchinette del gioco d’azzardo appare ancora più fuori luogo, offensiva e irrispettosa della dignità che ogni persona ha in quanto essere umano.

Perché tenerli lontani da questi luoghi? Sono contagiosi? Disturbano l’estetica ambientale o si allude ancora ad un potenziale criminale insito nella condizione di migrante?

Un regolamento siffatto non rispetta i principi stabiliti nella nostra Costituzione né della Convenzione di Ginevra; appare invece chiaramente come un’operazione propagandistica, che strizza l’occhio al dilagare di posizioni politiche e concrete azioni, sempre più caratterizzate da razzismo e xenofobia, e si espone ai rilievi delle norme antidiscriminatorie.

La vicina ricorrenza del 25 aprile, che ha sancito con la Resistenza la vittoria della democrazia sul nazifascismo e della convivenza civile contro il dominio dell’uomo sull’uomo, ci rammenta che è dovere di tutti rispettare queste radici e farle vivere: uomini, donne e a maggior ragione, istituzioni che si chiamano democratiche, se non vogliono venir meno alla loro funzione ed essere le prime a tradire.

Per questo il Coordinamento “Noi Tutti Migranti” chiede con forza la revoca immediata del regolamento comunale che macchia in modo inaccettabile il lavoro decennale svolto dal territorio per l’affermazione di una comunità dell’accoglienza.

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