Milano, 31 marzo 2018   |  

"Voci di angeli, voci di donne: la Chiesa del nuovo inizio"

Durante la Celebrazione mons. Delpini ha battezzato 9 catecumeni adulti.

mons mario delpini

L'omelia di mons. Delpini per la Santa Pasqua, pronunciata questa sera in Duomo al termine della veglia.

1. Il disagio di visitare le tombe.
C’è ancora una parola da dire a questa umanità stanca e rassegnata? C’è ancora qualche cosa da dire alle povere donne che vanno a onorare il figlio morto, l’amico morto, il maestro morto? C’è ancora qualche forma di conforto nel condividere il lutto, nel piangere insieme?
Non è forse meglio disertare i sepolcri, lasciar perdere i riti funebri? Non è forse più saggia e conseguente la consuetudine contemporanea che censura la morte, che sbriga quanto prima le pratiche doverose per gli adempimenti prescritti, che sottrae allo sguardo dei familiari i corpi dei cari defunti come fossero uno spettacolo indecente? Non è forse più pratico e più coerente distrarsi e dedicarsi a qualche cosa di più utile, di più produttivo e di meno deprimente del visitare le tombe?
Se l’ultimo, ineluttabile destino è il nulla, non è più sensato dedicarsi alle cose penultime?

2. L’annuncio alle pie donne.
Maria di Magdala e l’altra Maria si avvicinano alla tomba dell’amico e maestro Gesù e rappresentano l’umanità rassegnata che ha seppellito gli affetti e la speranza nella tomba nuova.
Ed ecco: un terremoto sconvolge la loro rassegnazione, tramortisce le guardie e l’annuncio inaudito spaventa queste pie donne.
E il messaggero di Dio dichiara alle donne che sono là non per l’adempimento ultimo, non per piangere la comune e inevitabile destinazione al nulla, ma per un nuovo inizio, per una vocazione ad andare oltre, per rendersi conto di essere precedute. Ecco vi precede in Galilea!

3. Le donne incaricate del primo annuncio.
L’annuncio che scuote la terra e tramortisce gli uomini è affidato alle donne, donne dai passati tempestosi, donne dagli affetti intensi, donne conquistate dalle parole e dalla delicatezza di Gesù, donne che hanno seguito il Maestro e che neppure lo scandalo della croce ha convinto a fuggire.
La storia ha un nuovo inizio. La fede che ha attraversato i secoli si confronta con la prova estrema e si avvia con timore e gioia grande, si avvia correndo perché i discepoli non tardino a ricevere la rivelazione sorprendente.
Donne che corrono, donne che temono, donne che sono abitate da una gioia grande, donne che hanno qualche cosa da dire ai discepoli radunati da qualche parte a ricordare quello che è capitato, a discutere su come riconoscere la fine tragica di una bella speranza e di una bella esperienza.

4. Una immagine di Chiesa.
Forse si può guardare a questa scena dell’alba come a una immagine della Chiesa che dall’annuncio della risurrezione di Gesù prende nuovo inizio: si intravede il passaggio dal gruppo di coloro che seguivano Gesù senza capirne gran che alla comunità che corre per le vie del mondo e per i secoli della storia con timore e gioia grande perché è incaricata di un annuncio smentisce i pensieri funebri e sveglia gli animi stanchi e rassegnati per convocarli a un incontro con Colui che ci precede.
Sembra che ne venga un imperativo, una missione, come se il messaggero di Dio dicesse: Corri, santa Chiesa di Dio, devi portare ai fratelli e alle sorelle stanchi e rassegnati l’annuncio della verità essenziale. Corri, santa Chiesa di Dio, perché è troppo triste la storia, è troppo disperata la gente, è troppo insopportabile la disperazione. Corri, santa Chiesa di Dio, con timore e gioia grande, perché l’annuncio che devi portare è troppo bello e troppo inaudito, la verità che porti è troppo sconvolgente per le inerzie del pensiero e i dogmi indiscutibili della sapienza e della scienza. Corri, santa Chiesa di Dio, con timore, perché puoi prevedere la reazioni scettica, il discredito pregiudiziale, l’inadeguatezza delle tue parole e non crederanno al tuo annuncio perché non si fidano di te: eppure tu continua ad annunciare perché non venga meno una parola di speranza.
Corri, santa Chiesa di Dio, con gioia grande, perché non sei più la donna desolata che va a visitare una tomba, ma una inviata trasfigurata dall’esperienza delle risurrezione, dall’alba di Pasqua.

5. La giovinezza della Chiesa.
Corri, santa Chiesa di Dio, perché la Pasqua ti regala una nuova giovinezza, ti rende giovane per sempre. Tu, sei giovane, Santa Chiesa di Dio, erede delle antiche promesse, sapiente per la sapienza dei secoli, figlia di Sion!
Tu sei giovane, santa Chiesa di Dio, e cantano la tua giovinezza questi fratelli e sorelle che chiedono il battesimo, per rinascere a nuova vita accogliendo lo Spirito del Risorto.
Tu sei giovani, santa Chiesa di Dio! E mentre l’occidente sembra aver decretato la tua estinzione per una irrimediabile vecchiaia, vengono da tutte le genti fratelli e sorelle per renderti bella di nuova giovinezza e renderti ardente di nuovo zelo.
Tu sei giovane, santa Chiesa di Dio: perciò corri con timore e gioia grande perché l’annuncio di Pasqua annunci una nuova possibile giovinezza all’umanità.

Durante la Celebrazione mons. Delpini ha battezzato 9 catecumeni adulti. Tre sono nati in Cina: Dongmei Lidia Li (43 anni, nata Heildngjiang), Yongjie Ambrogio Tu (28anni, nato a Jiangsu), Jiancai Paolo Zhang (48 anni, nato a Hebei). Due sono originari dell’Albania: Eni Ilaria Dulja (31 anni, di Tirana), Diana Pano (53 anni, di Scutari). Vengono dall’Egitto Amro Bayoumi (24 anni, di Kafir Elzaiat) dal Perù Fernando Juan Hurraca Vaigas (47 anni) dagli Stati Uniti Amanda Jean Johnson (23 anni, di Danville). È nata a Milano Anna Yi Li Zuo (23 anni).

Non solo in Duomo, ma in molte delle parrocchie della Diocesi di Milano verranno battezzati degli adulti questa notte. Complessivamente saranno 130. Gli uomini (60%) superano le donne. La maggioranza è costituita da persone di origine straniera (72%). Il gruppo nazionale di gran lunga più numeroso è quello albanese (31% sul totale).

 

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