Lecco, 05 novembre 2020   |  

Viganò irrispettoso con il Papa e paladino di Trump

di Alberto Comuzzi

Indignazione verso l'Arcivescovo, già nunzio negli Stati Uniti e verso Resegoneonline per averne pubblicato la lettera, da parte del Movimento ecclesiale d'impegno culturale lecchese

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera giunta in redazione mercoledì 4 Novembre.

Gentile dottor Alberto Comuzzi
Direttore de “ Il Resegoneonline “
E p.c. mons. Maurizio Rolla, Vicario Episcopale
mons. Davide Milani, Prevosto di Lecco

OGGETTO : Lettera di mons. Carlo Viganò sul “ Resegone Online “ del 1 Novembre

Sul “ Resegone Online “ del 1 novembre un articolo riportava integralmente una lettera di Mons. Carlo Maria Viganò che dava per certa l’esistenza di un governo invisibile del mondo , il Deep State, quello che a nostra insaputa tutto controllerebbe e deciderebbe per tutti, quello che oggi ha imposto a tutti i Paesi del mondo un Great Reset, una dittatura sanitaria approfittando del Covid.
Si può anche sorridere di queste teorie complottistiche e distopiche, ma assolutamente intollerabile è che nel testo si dichiari a chiare lettere che Papa Francesco, chiamato sempre sprezzantemente solo “ Jorge Bergoglio “ sia definito un personaggio manovrato dal Deep State, gravemente compromesso in scandali e corruzione.
Se siamo stupefatti per la pubblicazione di un testo simile, molto, molto più siamo indignati e offesi perché una testata come il “ Resegone online “ , autodefinitasi “ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa “ approvi in pieno il contenuto di questa lettera, definita dal suo giornale nell’articolo citato “un accorato appello “ , “un testo coraggioso “ , appunto perché, come scrive il sottotitolo dello stesso “Resegoneonline “ : “Si moltiplicano gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l'amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa.”
Triste episodio giornalistico questo per una testata on line che si definisce cristiana e che richiama nel titolo quello dell’ autentico periodico della Chiesa di Lecco, il “Resegone “ dal 1882. Con questa nostra lettera condividiamo idealmente lo sconcerto di molti lecchesi che - cadendo in grave equivoco - ritengono che la testata "Resegone Online" sia espressione della Chiesa Locale e precisamente della Parrocchia di San Nicolò.
Il Meic ha chiesto conto al parroco e prevosto di Lecco mons. Davide Milani, che ci legge in copia, ottenendo da lui la seguente risposta: “La testata Resegone Online dal settembre 2018 non è in alcun modo riconducibile alla parrocchia di San Nicolò o al suo parroco che in questa attività editoriale non svolgono alcuna funzione o responsabilità”.
Con richiesta di pubblicazione
Consiglio di Presidenza del Gruppo MEIC di Lecco
Presidente : Gian Luigi Daccò
Vice presidenti : Egidio Citterio , Manetto Fabroni

Gentile professor Daccò,
ci consenta innanzi tutto di spiegare ai lettori che cosa sia il Meic, perché temiamo che poche persone, aldilà della ristretta cerchia di coloro che frequentano i consigli pastorali parrocchiali, sappiano che quell'acronimo sta per Movimento ecclesiale d'impegno culturale, sodalizio fondato dall'avvocato Igino Righetti nel 1932, sulle ceneri Movimento laureati dell'Azione cattolica.

Proprio per la sua qualità di Presidente del Meic lecchese – che presupporrebbe una certa attenzione a tutto ciò che accade all'ombra del campanile di San Nicolò – ci stupisce non sia al corrente che Resegoneonline non è organo ufficiale, né ufficioso, della Parrocchia (e men che meno della Diocesi).

Monsignor Davide Milani, poche settimane dopo il suo insediamento come Prevosto, attraverso una corposa intervista rilasciata ad un periodico locale, ha provveduto a rendere pubblica la notizia che la testata non aveva alcun legame con la Parrocchia e non rappresentava la voce della Chiesa locale. Una posizione chiara che non lasciava spazio ad alcun fraintendimento e grazie alla quale la redazione del giornale s'è quindi sentita libera di leggere e interpretare i fatti senza timore di coinvolgere l'Autorità religiosa.

Ad evitare equivoci, o peggio strumentalizzazioni, Resegoneonline ha poi provveduto a depennare dall'elenco dei collaboratori anche il nome del predecessore di monsignor Milani.

Per dovere di cronaca va anche precisato che alle origini della nascita del giornale ci fu un dibattito sull'opportunità o meno di mantenere il nome dell'antica testata. Dovendo navigare in Rete gli esperti consigliavano che per aumentare la reputazione del sito (in sostanza per "pescare" il maggior numero di utenti e quindi essere più appetibile per attrarre pubblicità, unica fonte di sostentamento dei giornali online) fosse penalizzante il sostantivo Resegone, perché molto meno riconoscibile del vocabolo Lecco.

Non è un caso se gli altri giornali online locali si avvantaggiano, opportunamente, del sostantivo Lecco.

Prevalse invece la volontà di riproporre il "marchio" Resegone per sottolineare l'ideale continuità del glorioso settimanale dei cattolici lecchesi. Con il senno di poi sarebbe stato più opportuno dare vita ad una testata che, collocandosi pure nel solco della dottrina sociale cristiana, segnasse una discontinuità con il passato, anche nel nome.

Già, con il senno di poi, però.

Detto questo, gentile Professore, la sua lettera ci dà l'opportunità di attardarci in qualche breve considerazione partendo da alcune domande. Dov'era il Meic quando, nel 2008, "Il Resegone" chiudeva oberato dai debiti che la Curia di Milano non era più in grado di sopportare (dieci milioni di euro accumulati in pochi anni dai due settimanali cattolici diocesani "Resegone" di Lecco e "Luce" di Varese)?

Per garantire la vita del proprio tanto amato Settimanale dove erano i militanti delle varie organizzazioni dell'associazionismo cattolico: dall'Unione cristiana imprenditori e dirigenti ai Giuristi cattolici, dai Medici cattolici ai giornalisti dell'Unione cattolica stampa italiana, dai lavoratori delle Acli ai sindacalisti della Cisl e via via delle tante altre sigle che si muovono sotto l'ombrello della Chiesa ?

Negli ultimi due lustri sono state chiuse decine di testate della Federazione italiana settimanali cattolici: chi se n'è accorto?

Caro Presidente, guardiamoci allo specchio e chiediamoci se l'odierno travaglio della Chiesa non sia in gran parte dovuto anche a tanti sedicenti cattolici che sono incapaci di muoveri in autonomia e che devono attendere che sia il clero, ai diversi livelli, a prendere posizione, quando addirittura non lo rincorrono per rifugiarsi sotto la sua ala protettiva.

Per venire a noi, Presidente, ma crede che non avremmo pubblicato la sua lettera se non l'avesse indirizzata anche al Prevosto e al Vicario episcopale? Che senso ha importunare due sacerdoti, con tutti i problemi che hanno in questo momento, per investirli di una questione che, nella più nobile delle ipotesi, attiene ad un diverso punto di vista di alcuni credenti?

Se laici sono i membri del Meic e laici sono i redattori di Resegoneonline perché coinvolgere il clero? Abbiamo, sì o no, la capacità di confrontarci o dobbiamo sempre mettere in mezzo i sacerdoti?

Si contesta la linea editoriale di una testata che non rappresenta le istanze dei cattolici adulti? Ma a un tale inconveniente si pone presto rimedio.

I membri del Meic mettono mano al portafoglio (come hanno fatto in larga misura i redattori di Resegoneonline) e aprono una testata locale per far sentire alta e forte la loro voce, certamente più capace di orientare al bene le persone di quanto non sappiano fare i giornalisti di Resegoneonlie. 

Di più: si può anche non leggere un giornale se lo si ritiene inadeguato o lontano dalle proprie aspettative e convincimenti personali. Non si può però pretendere di indirizzarne l'orientamento, senza esserne proprietari, almeno fino a quando non sarà stato abrogato l'articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa in Italia.

Annotazione finale: la lettera dell'arcivescovo Viganò non è il Vangelo ed è quindi o-pi-na-bi-lis-si-ma. Resta comunque un testo su cui riflettere anche se lascia supporre che possa essere stato scritto sotto l'impulso dell'emotività.

Non dovrebbe essere sfuggito però ai Dirigenti del Meic lecchese che nel variegato mondo cattolico non siano pochi coloro che ritengono fondate alcune denunce dell'arcivescovo Viganò. (di Alberto Comuzzi)

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