Lecco, 03 settembre 2018   |  

Verifica immediata per l’inclusione negli elenchi split payment

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Riepilogo della situazione alla luce dei nuovi aggiornamenti in materia.

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Il costante e frequente aggiornamento degli elenchi che identificano i soggetti nei confronti dei quali l’IVA deve essere applicata con il meccanismo dello split payment rende opportuno un riepilogo in merito a come operare laddove la controparte sia inclusa (o esclusa da essi) nel corso dell’anno e, in particolare, laddove di tale situazione ci si avveda tardivamente.

Per i soggetti di cui all’art. 17-ter comma 1-bis del DPR 633/72 (enti pubblici economici, fondazioni partecipate dalla P.A., società controllate o partecipate dalla P.A., ecc.) gli elenchi sono pubblicati sul sito internet del Dipartimento delle Finanze.

Al fine di tutelare il legittimo affidamento, a questi elenchi è attribuita efficacia costitutiva e negli stessi è stata introdotta un’apposita colonna relativa alla data di inclusione (cfr. comunicato Min. Economia e Finanze 7 febbraio 2018).

Tenuto conto che un soggetto può essere incluso o escluso dagli elenchi in corso d’anno, la disciplina dello split payment deve ritenersi applicabile o non più applicabile dalla data di aggiornamento dell’elenco (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 9/2018).

Dunque, a fronte della ormai acclarata variabilità degli elenchi, è essenziale che il cedente o prestatore, qualora identifichi nella controparte un potenziale soggetto del settore pubblico, verifichi prima dell’emissione di ciascuna fattura se l’acquirente è stato incluso tra i destinatari della disciplina dello split payment (ovvero ne è fuoriuscito).

Le fatture relative ad operazioni in split payment, seppur caratterizzate dall’addebito dell’IVA al pari della generalità delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi (escluso il reverse charge), si contraddistinguono per l’indicazione “scissione dei pagamenti” e l’eventuale richiamo all’art. 17-ter del DPR 633/72.

L’imposta è poi versata dal cessionario o committente con le modalità previste dal DM 23 gennaio 2015.

Qualora il soggetto passivo si sia comportato coerentemente con gli elenchi – ossia applicando o meno il meccanismo dello split payment in base agli stessi – non assumono rilevanza eventuali variazioni sopravvenute.

Se l’acquirente è stato inserito negli elenchi successivamente al momento di effettuazione dell’operazione, tale circostanza è verificabile dalla data di inserimento riportata negli stessi. Dunque, in un caso di questo tipo, la fattura emessa senza la dicitura “scissione dei pagamenti” è da considerarsi corretta.

Nella diversa ipotesi in cui l’acquirente figuri negli elenchi al momento di emissione della fattura ma ne viene escluso in seguito, appare opportuno conservare copia dell’elenco vigente al momento di effettuazione dell’operazione. Non appare disponibile, infatti, uno “storico” degli elenchi sul sito del Dipartimento delle Finanze che attesti quali soggetti erano compresi negli elenchi e sono stati poi esclusi in una certa data.

Errori regolarizzati mediante nota di variazione
Potrebbe accadere, d’altronde, che il cedente o prestatore abbia addebitato l’IVA in rivalsa piuttosto che con il meccanismo dello split payment o viceversa in difformità rispetto alle risultanze degli elenchi. In questi casi, di regola, il fornitore è tenuto a regolarizzare l’operazione provvedendo a emettere una nota di variazione in diminuzione e un nuovo documento contabile corretto o, in alternativa, un’unica nota di variazione che, riferendosi puntualmente a tutte le fatture erroneamente emesse, le integri per segnalare all’acquirente il corretto trattamento dell’IVA (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 27/2017). Se l’operazione era soggetta a scissione dei pagamenti e non è stata apposta la relativa dicitura in fattura, al fornitore è irrogabile la sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 euro, prevista dall’art. 9 comma 1 del DLgs. 471/97.

La descritta regolarizzazione non sembra dovuta qualora, nelle more dell’aggiornamento degli elenchi, sia stata emessa fattura con applicazione della scissione dei pagamenti nei confronti di un cessionario o committente che si è già comportato come un soggetto destinatario di tale disciplina e ha assolto l’imposta, anche se irregolarmente. Qualora intervenga l’inclusione negli elenchi, infatti, secondo la circolare n. 9/2018 delle Entrate, l’acquirente deve ritenersi sin dall’origine riconducibile nell’ambito soggettivo di applicazione dello split payment.

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