Lecco, 27 ottobre 2018   |  

Vendita fallimentare e atto notarile: successo di partecipazione al convegno dei notai lecchesi

Oltre 3.300 deleghe gestite nell’ambito delle vendite giudiziarie e 1.600 attualmente in corso.

notai

Oltre 3.300 deleghe gestite nell’ambito delle vendite giudiziarie e 1.600 attualmente in corso. Ben 1.400 decreti di trasferimento emessi nel corso degli anni, di cui 500 negli ultimi tre anni.

Dati che testimoniano l’esperienza messa in campo dall’associazione Notarile della Provincia di Lecco nell’ambito di un rapporto collaborativo con il Tribunale di Lecco, che costituiscono un positivo viatico per avviare un’analoga positiva esperienza nelle vendite immobiliari in ambito concorsuale, in stretto raccordo con lo stesso Tribunale e gli altri operatori professionali chiamati a svolgere un ruolo di attori protagonisti in questo specifico settore.

È stato questo il fondamento su cui, nella giornata di ieri, il presidente dell’associazione Notarile della Provincia di Lecco, Notaio Pierluigi Donegana, ha aperto il convegno di studi dal titolo “Vendita fallimentare e atto notarile”, svoltosi presso la sala convegni di Confindustria Lecco Sondrio con oltre un centinaio di partecipanti e una serie di relazioni volte dai vertici del Tribunale di Lecco – il presidente Dott. Ersilio Secchi e i giudici delegati Dott. Dario Colasanti e Dott. Edmondo Tota – e dai notai dell’associazione Federica Croce e Laura Mutti, oltre alla direttrice Maura Capitanio.

“Da un’analisi svolta sulle criticità esistenti oggi nelle vendite immobiliari in ambito concorsuale, che determinano una ritardata emissione del decreto di trasferimento, – ha specificato Donegana - è emerso che nella maggior parte vi erano problematiche riscontrabili fin dall’inizio, la cui soluzione veniva tuttavia lasciata alla fase post-vendita; da qui i tempi necessari non solo alla stesura del decreto di trasferimento, ma in primis alla soluzione delle criticità. Per questo nell’ambito delle procedure concorsuali, dove i beni immobili verranno ceduti con decreto di trasferimento, diamo la disponibilità dell’Associazione Notarile ad una maggiore e anticipata collaborazione che permetta la soluzione delle criticità prima della messa in vendita”.

Sul fronte dei decreti di trasferimento, “occorre dunque individuare un modus operandi che sappia coniugare certezza del diritto ed efficienza della procedura”. Tale approccio richiede che, fin dall’inizio nasca una stretta collaborazione tra il notaio e il CTU individuato dal curatore, in modo che la perizia estimativa e la relazione notarile vadano di pari passo e che i due professionisti condividano le possibili soluzioni volte a superare le criticità manifestatesi, che causerebbero la ritardata e faticosa emissione del decreto di trasferimento.

“Infine, - ha sottolineato Donegana - in molte situazioni sarebbe più semplice, economico e veloce utilizzare l’atto notarile in luogo del decreto di trasferimento. Questa strada, nuova per il Tribunale di Lecco ma già applicata in numerosi altri contesti e i cui dubbi applicativi sono stati risolti dalle più recenti indicazioni del Consiglio Nazionale del Notariato, andrebbe perseguita anche in virtù di una serie di garanzie e servizi che l’Associazione è in grado di assicurare”.

Se è vero infatti che il curatore in questo percorso di collaborazione ha la facoltà di indicare un proprio notaio di fiducia o scegliere uno tra i nostri 20 notai associati e può liberamente valutare nel programma di liquidazione quale sia lo strumento di cessione dei beni più idoneo tra il decreto di trasferimento e l’atto notarile, l’Associazione Notarile è in grado di garantire “il coordinamento tra il CTU e il notaio per la perizia e la relazione notarile, alla luce dei requisiti di contenuto di cui al protocollo citato prima, in modo che il risultato finale sia una solida base per la legittimità e fattibilità della vendita; il coordinamento tra il curatore, il notaio ed il giudice per tutti i casi in cui sia necessario un provvedimento giudiziario, offrendo un unico interlocutore qualificato per il giudice e il coordinamento tra atto notarile, eventuale mutuo e decreto di cancellazione delle pregiudizievoli”.

Disponibilità e proposte accolte positivamente dal Presidente del Tribunale di Lecco Dott. Secchi e dai Giudici delegati Dott. Colasanti e Dott. Tota, con l’obiettivo di dare risposte in tempi stretti al mondo dell’impresa e agli operatori che con esso si relazionano nella propria attività. A questo proposito si avvierà nelle prossime settimane un percorso condiviso per definire nel concreto le prassi operative.

Ma il convegno ha visto anche un importante annuncio relativo al futuro delle competenze del Tribunale di Lecco. A portarlo la Sen. Antonella Faggi che ha evidenziato come intendimento del Governo sia quello di mantenere le competenze in materia fallimentare ai Tribunali che attualmente le gestiscono. Una rassicurazione importante, che muta lo scenario in precedenza lasciato intravvedere e consolida la funzione delle attività professionali in ambito territoriale.

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