Lecco, 13 settembre 2017   |  

“Vedete, sono uno di voi”

di Gabriella Stucchi

L’autore, Marco Garzonio, nel libro riprende il titolo del docu-film su Carlo Maria Martini di Ermanno Olmi, di cui offre un’intervista.

Vedete

Il dialogo tra Garzonio (molto vicino al Cardinale) e Olmi permette quindi di rivivere gli anni dell’episcopato, cogliendo gli aspetti più profondi. Il tutto è costruito attraverso i testi dello stesso Martini, materiale d’archivio, filmati d’epoca, scritti e testimonianze di persone che hanno condiviso la straordinaria esperienza dell’episcopato dell’Arcivescovo gesuita.

Si parte dai luoghi in cui è cresciuto nella casa torinese: i libri, i giocattoli, le immaginette e sullo sfondo la cronaca della vita italiana di quegli anni, compresi quelli della guerra.

Ma l’aspetto fondamentale è la profonda interiorità di Martini, che parte dal riferimento costante alla Parola di Dio per farla “lampada per i nostri passi e luce per il nostro cammino”.

Nel film viene riproposto anche un brano dell’esperienza della “Cattedra dei non credenti”, iniziata nel 1987, con la frase Martini: “”Ascoltare il non credente che è in me”. Iniziativa che ha visto non pochi scettici, anche numerosi avversari, ma che ha ricevuto il plauso di Giovanni Paolo II e una grande partecipazione.
Altra nota interessante: l’amore di Martini per la poesia, riconosciuto ufficialmente da padre David Maria Turoldo quando ricevette all’Ambrosianeum il premio Lazzati: «Martini è uno dei pochi vescovi segnato da questo carisma: ascoltare cosa dicono i poeti».

Olmi dichiara: «Martini non è stato solo un prete: è stato un concittadino. Senso della fede, materialità dei bisogni, realtà delle persone hanno camminato insieme».

Poi la descrizione degli anni di residenza all’Aloisianum di Gallarate e la visione, nel docu-film, del piccolo appartamento: la stanzetta, i corridoi, lo scalone, i giardini, il parco, la cappella, le visite, le emozioni, sino all’ultimo giorno, quando Olmi si trovò al capezzale di Martini, nelle ultime ore, prima della morte. L’atmosfera è rappresentata in modo eccezionale nel film, rappresentato per la prima volta in Duomo il 10 febbraio 2017, poi nel carcere di san Vittore il lunedì della Settimana santa (10 aprile 2017), quindi (maggio 2017) alla Bicocca per professori e studenti.

Il testo si chiude con la poesia: “Morte di un uomo” -Al capezzale del cardinale Carlo Maria Martini - tratta dal volume di Marco Garzonio “Siamo il sogno e l’incubo di Dio”- in cui ci sono toccanti espressioni: ”Carlo Maria Martini/ uomo con gli uomini/ cantore della Parola detta in parole/ cardinale di una chiesa bisognosa di misericordia/ profeta di un Dio che muore e risorge.../rallegra e protegge chi ha fame e sete di giustizia/ beato di sempre e per sempre..../Carlo Maria mio santo vescovo, che hai abbattuto mura spesse e pesanti.../che ora vivi nella gloria dei cieli/ e nei cuori e nelle menti di uomini e di donne/consapevoli che nulla sarà più come prima”.
Le note musicali danno voce alle parole del cuore.

Un testo in cui si incrociano due testimonianze – di un editorialista- Marco Garzonio – e di un regista – Ermanno Olmi – per costruire un perenne ricordo del Vescovo visto come figura emblematica della chiesa e della società contemporanea.

Marco Garzonio “Vedete, sono uno di voi” Intervista a Ermanno Olmi su Carlo Maria Martini – Àncora –euro 12.00

 

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