Lecco, 24 settembre 2017   |  

"Vaccini e mala burocrazia dell'assurdo"

Paolo Trezzi: perché dati già a disposizione dell'Ente pubblico debbano essere ogni volta ripresentati dal cittadino?

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Caro Direttore,
Non vorrei farla più di quanto é ma se anche nelle piccole cose....
É qualcosa più della mala burocrazia. È più vicina alla mancanza di rispetto.
Credo, infatti, non sia normale, e nemmeno accettabile, che due Enti pubblici - Scuola e Asl - non siano in grado o forse non vogliano parlarsi, in merito all'obbligo delle vaccinazioni e alla loro verifica per permettere la frequenza scolastica degli studenti, lasciando gli oneri alle famiglie.

Quest'ultime infatti devono dimostrare alla scuola, fotocopiando il proprio "libretto delle vaccinazioni" o andando direttamente agli uffici Asl a farsi rilasciare un attestato, che i propri figli son stati vaccinati.

Non è complicato, ovviamente recuperare il libretto e fare una fotocopia in un negozio del quartiere, un poco di più se serve andar fin all'ASL...
Ma non è assurdo, che dati già a disposizione dell'Ente pubblico debbano essere ogni volta ripresentati dal cittadino? (perché è così anche quando si va in Questura, all'Agenzia delle Entrate, in un qualsiasi Comune, all'Inps ect).

E poi già le vedi lá insieme alle altre, un'infinità di fotocopie e fotocopie, di faldoni e faldoni, di armadi e armadi pieni inutilmente, quando bastava e basterebbe un banale programmino informatico che incroci il codice fiscale degli iscritti a scuola con quelli degli elenchi dell'Asl che entrambi giá possiedono.

Il tutto sarebbe così anche archiviato senza occupare spazio.

Dovremmo vaccinarci anche contro queste assurdità di malaburocrazia

Paolo Trezzi

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