Lecco, 20 agosto 2018   |  

"Una domenica lungo la ciclopedonale attorno ai laghi di Garlate e Olginate"

Mastalli: "Complessivamente il servizio della struttura per la mobilità dolce è positivo anche se c’è ancora da fare".

Cicloped.lago Garlate Lavello 2 600 x 450

Camminare è una occasione per pensare, discutere, approfondire argomenti e in un certo qual senso è anche pregare, se intendiamo preghiera il metterci in contatto con un Ente Superiore che può aiutarci ad affrontare le difficoltà della vita oppure il cogliere e riflettere sui richiami della natura e dell’ambiente.

Importante è anche con chi affrontiamo il percorso, dove ci muoviamo e con quali motivazioni: se sei solo, l’attenzione viene maggiormente riposta sul contesto sociale, paesaggistico e infrastrutturale per una sorta di percorso ispettivo lungo un frequentato territorio (in cui avevo svolto attività politica amministrativa). E’ stato un camminare stimolante che mi ha spinto ad una maggiore attenzione nell’osservare e nel cogliere fotograficamente particolari che talvolta frettolosamente sfuggono.

Il primo appunto è stato notare come il percorso da Rivabella a Vercurago sia stato asfaltato in luogo del solito agglomerato calcareo già sperimentato positivamente in altri percorsi. Non parliamo della situazione “dimenticata e sospesa” alla Muraglia della Chiusa, dove non c’è ombra di richiamo alla targa che segnava l’inizio dei cippi confinari fra la Repubblica veneta e il Ducato di Milano fino al Pizzo dei Tre Signori.

Il raccordo fra la ciclopedonale di Vercurago con quella dell’Adda verso il Lavello non è stato ancora tracciato e neppure segnalato sull’asfalto per orientare il turista. Migliore il percorso verso il Santuario del Lavello, illuminato da un sole attutito da una leggera “breva”: una breve sosta per un caffè e per prendere fiato in un luogo sacro e poi avanti verso il ponte abbandonato della Ferrovia sull’Adda, trasformato in utile passaggio della mobilità dolce per la lungimiranza della Provincia di Lecco.

Mentre il percorso da Vercurago al Lavello è strutturalmente impostato in parallelo con la normale strada veicolare, quello sul versante opposta mantiene la sua caratteristica di accompagnamento dell’alzaia, ombreggiata da robinie, pioppi e salici, essenze tipiche degli ambienti fluviali. Avvicinandoci a Olginate, la naturalità del percorso viene sostituita da interventi ingegneristici non sempre coerenti anche se addolciti da filari di Tigli.

Il tratto sulla destra orografica è fitto di arbusti, rendendo difficile l’avvicinamento allo scorrere tranquillo dell’Adda se non in poche aperture segnate dall’abbandono di sacchi di rifiuti. La compensazione territoriale di volontariato si nota subito dopo, quanto nelle vicinanze del ponte stradale sull’Adda una signora sta raccogliendo sulla riva del fiume i rifiuti abbandonati dagli incivili passanti.

Salendo verso Nord, la frescura apportata dalla calante “breva” nel percorso sulla sinistra orografica, qui è godibile per gli influssi del primo “tivano.”

Garlate presenta aspetti contradditori: accanto a un lungo tratto di ciclopedonale tracciato in fregio alla trafficatissima provinciale, si trovano spazi a verde frequentati da famiglie nelle diverse abitudini conviviali. La piattaforma adibita ad attracco di piccoli natanti per il servizio pubblico (purtroppo restato sulla carta del Piano territoriale della Provincia di Lecco) è usata impropriamente e pericolosamente da villeggianti al sole.

Pesante per l’udito e per la tranquillità è il percorso in comune di Garlate; in seguito in comune di Pescate la situazione migliora e gli spazi pubblici in riva al lago sono frequentati con senso civico. L’avvicinamento a Lecco al cui centro si entra dal Ponte Azzone Visconti offre incantevoli quadri di Pescarenico riflessa nelle tranquille acque (dopo che il lago è diventato fiume) a cui fa da cornice il Resegone.

Complessivamente il servizio della struttura per la mobilità dolce è positivo anche se c’è ancora da fare. Statisticamente per questa domenica di fine Ferragosto si nota lungo l’anello una maggior presenza di persone che fruiscono non tanto della ciclopedonale quanto degli spazi a verde in area demaniale dotati di arredi urbani comunali, mentre scarso è il passaggio di ciclisti.

Gli incontri lungo il tragitto sono stimolanti rendendo più leggera la passeggiata della durata di circa 4 ore, da consigliare.

Pierfranco Mastalli

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