Lecco, 30 luglio 2018   |  

Ultimi giorni da medico di base per il dottor Camagni, dal 1° agosto va in pensione

Dopo 38 anni di servizio cessa l’attività, ma l’ambulatorio di via Renzo ad Acquate continuerà ad essere aperto

EGIDIO CAMAGNI

Domani, martedì 31 luglio 2018, sarà l’ultimo giorno di lavoro da medico di base per il Dottor Egidio Camagni. Il suo ambulatorio di via Renzo 16, nel cuore del rione di Acquate, per ben 38 anni è stato un punto di riferimento per tantissimi acquatesi (e non solo), che con fiducia si sono affidati alle sue cure. Sposato con Cinzia Bettega, consigliera comunale e capogruppo della Lega Nord, e padre di Chiara, Egidio Camagni nel corso della sua lunga carriera ha avuto anche un’altra grande famiglia, quella composta da tutti i suoi pazienti. «Nonostante la nostra professione negli ultimi anni sia molto cambiata, complicata da una lunga lista di obblighi burocratici - spiega -, il rapporto con le persone resta al centro di tutto. Il paziente si aspetta sempre molto dal medico, è vero, ma vi posso assicurare che anche noi medici riceviamo tanto dai nostri pazienti».

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in anestesiologia e rianimazione conseguita nel 1977 all’Università degli Studi di Milano, il dottor Camagni esercitò per un periodo in ospedale e, dal 1980, come medico di famiglia ad Acquate. Un rione a cui era già particolarmente legato, dato che i genitori, mamma Rosanna e papà Livio, avevano proprio ad Acquate un panificio molto frequentato. Quello di martedì non sarà però un saluto definitivo: «Questo duraturo rapporto non si interrompe del tutto - precisa il Egidio Camagni -, le porte del mio ambulatorio di via Renzo Tramaglino continueranno ad essere aperte. Come libero professionista porto avanti l’attività di odontoiatria e neuralterapia (terapia del dolore). Inoltre sarò sempre disponibile anche per consultazioni private su appuntamento».

Si chiude così una parentesi lunga e piena, sia sotto il profilo professionale sia dal punto di vista umano, e con l’avvicinarsi del 31 luglio sono tanti gli episodi che riaffiorano nella mente del dottor Camagni, ormai pronto a lasciare “orfani” i suoi 1200 pazienti. «Il rapporto che si crea con il medico di base è sicuramente un rapporto speciale - sottolinea-. Spesso non si limita a visita, diagnosi e terapia, ma il medico diventa un confidente, un amico a cui raccontare vicende anche molto personali. Pensate ad Andrea Vitali, come lui stesso racconta il ricco patrimonio di storie da cui ha attinto per scrivere i suoi romanzi deriva proprio dal suo lavoro di medico. E al termine di una carriera durata 38 anni non fatico a credergli».

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