Milano, 17 gennaio 2018   |  
Turismo   |  Lombardia

Turismo in Lombardia: arriva il codice identificativo per case e appartamenti da vacanza

Si tratta di una specie di codice a barre che permetterà di individuare la struttura data in affitto per brevi soggiorni e di adempiere così a tutti gli obblighi fiscali e di legge.

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Si chiama CIR e non è la holding finanziaria dell’ingegnere De Benedetti. Si tratta di un acronimo che significa “Codice identificativo di riferimento”, qualcosa di simile a un codice a barre che permetta di individuare, senza possibilità di equivoci o errori, ogni alloggio o porzione di alloggio lombardo dato in locazione per finalità turistiche.

La procedura è essenziale per rendere operativi tutti gli adempimenti fiscali e di pubblica sicurezza che si legano ad una attività economica essenziale quale è il turismo per la nostra Regione.
L’obbligo della comunicazione del Cir riguarderà tutti i soggetti che avranno a che fare con il comparto: proprietari di case e appartamenti dati in affitto, agenti di intermediazione immobiliare, gestori di portali telematici e operatori che promuovono, commercializzano e pubblicizzano strutture ricettive private.

Tutti i gruppi consiliari si sono dichiarati a favore del provvedimento, che rappresenta un’integrazione alla legge regionale del 1° ottobre 2015, con una raccomandazione di fondo, espressa con maggiore vivacità dal consigliere Buffagni del M5S. «È importante difendere la legalità, ma è pure necessario evitare complicanze farraginose che facciano impazzire gli operatori. Bene quindi intervenire, ma nel modo più semplice possibile» ha puntualizzato il consigliere pentastellato.
Chi dovesse contravvenire all’obbligo di riportare il codice identificativo regionale o lo facesse in modo errato o ingannevole dovrà pagare una multa da 500 a 2.500 €.

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