Lecco, 14 maggio 2018   |  

Trovata l'intesa per l'Aerosol: 44 lavoratori nella nuova società

Si attende però ancora il via libera dalla Regione per riprendere la produzione

esterno cancello aerosol

L'obiettivo resta quello, nel medio periodo, di riassorbire tutti i lavoratori, ma come primo step la nuova Aerosol partità da 44 dipendenti.

Questo l'accordo raggiunto quest'oggi tra lavoratori e proprietà, rappresentata da Giovanni Bartoli, per dare il via all'affitto del ramo di azienda farmaceutica dalla vecchia Aerosol Service Italiana alla nuova Aerosol Pharmaceutical, società amministrata dallo stesso Bartoli.

Una soluzione che è stata trovata dalla proprietà per provare a rimettere in moto la storica fabbrica di Valmadrera, attiva come terzista nel settore farmaceutico, che da due anni affronta una pesante crisi di liquidità, con la forza lavoro calata da 120 a 64 dipendenti, 6 mesi di stipendi arretrati e fabbrica bloccata dallo scorso 15 dicembre, causa interventi di messa in sicurezza prescritti da Arpa e Vigili del Fuoco.

I 44 lavoratori che confluiranno nella nuova società sono già stati selezionati in base a una graduatoria con punteggi relativi all'anzianità di servizio, anzianità anagrafica, carichi di famiglia e scelte aziendali in materia di professionalità.

Inizialmente la nuova Aerosol lavorerà con un solo turno e la maggior parte dei 44 lavoratori farà un part-time di 4 ore al giorno. L'obiettivo è quello di arrivare in tempi ragionevoli ad attivare il secondo turno, mentre ne servirà un terzo per riuscire a recuperare tutti i dipendenti.

Questo è il percorso che è stato individuato che ora attende di trovare concretezza alla prova dei fatti.

Intanto un gruppo di altri 8-10 lavoratori proseguirà l'attività nella vecchia società, nel ramo dei presidi medico chirurgici, dove sembra ci possa essere lavoro non soltanto per i due mesi annunciati, ma con una produzione che potrebbe proseguire. I lavoratori restanti rimarranno in contratto di solidarietà fino al 12 giugno con un diritto di repechage prolungato da 6 mesi a 2 anni e il tentativo da parte dei sindacati di attivare gli ammortizzatori sociali.

Nei prossimi giorni i lavoratori attendono il pagamento di uno stipendio, mentre una data certa per la ripresa della produzione ancora non c'è in quanto si attende il via libera di Regione Lombardia.

Nessuna novità nemmeno sul partner industriale che, secondo Bartoli, dovrebbe entrare - sarebbero ancora in corso le trattative - nel capitale sociale della nuova società, una volta riavviata la produzione.

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