Lecco, 05 dicembre 2018   |  

Studio epidemiologico: "Nessuna chiara correlazione tra inceneritore e patologie"

Resi noti i risultati da parte del comitato scientifico: è emerso un eccesso di casi di tumori al fegato che però è considerato non correlabile.

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Sono stati resi noti nel pomeriggio di ieri, presso la sede di Silea a Valmadrera, le conclusioni dell’indagine epidemiologica sugli effetti della presenza del forno inceneritore nel territorio.

Il risultato emerso è che nei comuni su cui ricadono le emissioni del termovalorizzatore non si registrano dati anamoli relativi all'incidenza di patologie correlate. È stato riscontrato un eccesso di casi di tumore al fegato che però viene considerato, dagli esperti, difficilmente collegabile all'incenerimento dei rifiuti. La conclusione a cui giunge lo studio, dopo che sono state analizzate 52 cause di rischio, è che dunque che non vi siano evidenze che la presenza del forno inceneritore a Valmadrera abbia incidenza sulla salute pubblica.

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Donatella Crippa ed Ennio Cadum

A presentare i risultati dello studio epidemiologico è stato il Comitato scientifico guidato dal dottor Ennio Cadum, dirigente del dipartimento epidemiologia e salute ambientale di Arpa Piemonte, di cui hanno fatto parte anche Luca Cavalieri d’Oro, Direttore del Servizio Epidemiologia dell’ATS Brianza, Cristiano Piccinelli, Rappresentante del Dipartimento delle Scienze Chimiche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino e Marco Vuono di Tecno Habitat.

Lo studio, iniziato nel maggio 2016, con la collaborazione dell'Ats, ha preso in considerazione circa 100 mila persone residenti nei comuni di Valmadrera, Annone, Civate, Galbiate, Lecco, Malgrate e Suello, ovvero i paesi nell'area di maggior ricaduta delle emissioni dell'inceneritore. Sono stati utilizzati e incrociati i dati Istat relativi alla mortalità, i dati relativi alle dimissioni ospedaliere, il registro tumori e le anomalie congenite riscontrate nei neonati.

Primi riscontri positivi erano già stati resi noti dodici mesi fa, relativamente alla prima fase dell'analisi che aveva preso in considerazione le incidenze delle diverse cause di morte e dei diversi tipi di tumori su una popolazione residente, nell'area oggetto di indagine, dal 2003 al 2015. Anche a dicembre 2017 non era risultato un eccesso di mortalità totale, né per cause cardiovascolari o tumorali, ma eccesso per il tumore alla pleura e al fegato.

inceneritoree valmadreraLo studio, che come marcatore ha utilizzato il Pm10, in quanto ritenuto migliore per intercettare metalli, tracce di diossine e idrocarburi, è poi proseguito negli scorsi mesi con l'esame dei dati forniti dall'Ats della Brianza relativi ai ricoveri ospedalieri, alle patologie perinatali e ai dati sui tumori.

Sulla maggiore incidenza del tumore al fegato riscontrata, in particolare, nella zona di Valmadrera, verranno condotti ulteriori approfondimenti dall'Ats.

La conclusione del Comitato scientifico, presieduto dal sindaco di Valmadrera Donatella Crippa, è dunque quella di una mancanza di una «relazione chiara tra il fatto di risiedere nelle aree oggetto dell'analisi epidemiologia, e quindi di maggior ricaduta delle emissioni, e l’insorgenza di patologie a esse correlabili».

 

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19 Dicembre 1842, a Fraciscio di Campodolcino (Como),  nasce don Luigi Guanella (morirà a Como il  24 ottobre 1915), riconosciuto santo dalla Chiesa cattolica.  A lui si deve la fondazione delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.

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