Lecco, 30 giugno 2018   |  

Sindaco Brivio: Estate tra aggregazione, cultura e turismo

Il primo cittadino di Lecco: bisogna correttamente dare atto che i quartieri sono popolati di iniziative e di gente che vuole godersi allegri scampoli.

virginio brivio sul lago

L'intervento del sindaco Brivio in occasione del periodo estivo.

È quasi un rito, ogni estate, misurare la qualità delle proposte: un esercizio comprensibile, ma che spesso si limita a giudicare il singolo evento chiamiamolo così, perdendo di vista il quadro generale. Mi sento di dire che quest’anno, più che mai, il ventaglio degli appuntamenti sia variegato e articolato. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E non bisogna limitarsi ad uno sguardo focalizzato sul centro città, perché dopo aver predicato il valore della “periferia”, ora bisogna correttamente dare atto che i quartieri sono popolati di iniziative e di gente che vuole godersi allegri scampoli. Conosco l’obiezione dei palati fini che cercano la qualità e snobbano, se non disprezzano, la cosiddetta cultura popolare.

Mi permetto di replicare che le proposte di qualità non mancano specie sul versante musicale, delle esposizioni, dei musei aperti e che se i cittadini nel loro complesso, il popolo che chiamiamo a raccolta quando si deve votare, trascorrono ore sospese dalle fatiche quotidiane e dalle difficoltà della vita, il Sindaco di Lecco ne trae motivo di soddisfazione e la conferma della validità di una linea.

Sento anche risuonare (che per ascoltare… ascolto) il ritornello sul teatro chiuso e i cinema scomparsi. Stiamo lavorando anche su questo fronte, ma proviamo a tenere separati i due segmenti. E già che ci siamo proviamo a non guardare il nostro orticello ed i nostri piccoli privilegi perché in ogni città o luogo dove si svolgono manifestazioni di massa è evidente che anche l’organizzazione più efficiente crea dei disagi e modifica per qualche ora le abitudini. Vale anche qui la storiella della botte piena e moglie ubriaca. C’è grande concorrenza per ospitare manifestazioni sportive di alto livello e perciò bisogna attrezzarci oltre gli aspetti strettamente organizzativi offrendo quel valore dell’ospitalità che spesso fa la differenza. In questa direzione devono marciare tutti, in primis i pubblici esercizi nella consapevolezza che un atleta non è solo un numero sulla maglia, ma un portatore sano di famiglie e altri al seguito.

Gli indici turistici ed i bilanci di fine stagione si fanno anche secondo le presenze che sono il miglior antidoto per arginare il cumulo delle lamentele. Tra l’alto l’estate innesca un autunno che già di annuncia denso di programmi e perciò quando si dice, più o meno sottovoce, che Lecco non è una città viva bisognerebbe mettersi d’accordo con la folta schiera di coloro che mal sopportano i decibel e la gioventù calda, ma non bruciata, della nostra città!

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