Lecco, 21 luglio 2017   |  

Silea impugna la delibera Anac sulla nomina di Colombo

Nel frattempo attribuite al Direttore Generale le deleghe gestionali già in capo al Presidente.

mauro colombo silea

L’Assemblea di Silea ha anche proceduto ad approvare a maggioranza (presente il 71,05% del Capitale Sociale – Contrari 0 – Astenuti Ballabio, Cernusco Lombardone, Dolzago, Garlate, La Valletta Brianza, Olgiate Molgora e Santa Maria Hoè) l’indirizzo del Consiglio di Amministrazione di impugnare la delibera dell’ANAC circa l'inconferibilità degli incarichi in seno al cda a Mauro Colombo e l’atto di avvio del procedimento da parte del Responsabile Anticorruzione innanzi al TAR, anche con istanza cautelare.

I legali a difesa della società hanno infatti ravvisato, a lor avviso, alcuni profili di illegittimità della delibera ANAC. Tra questi:
a) eccesso di potere per contraddittorietà, in quanto ammette che vi sia stata continuità nella carica di Amministratore con deleghe del Presidente di Silea S.p.A., ma ciò nonostante considera la nomina a Presidente di Seruso come “interruttiva” di tale continuità;
b) violazione di legge: la Delibera considera Seruso ente privato in controllo pubblico di secondo livello, mentre l’art. 1, c. 2, lett. c) del d.lgs. 39/2013 definisce gli enti privato in controllo pubblico come “le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell'articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi”;
c) violazione di legge/eccesso di potere per carenza di motivazione, in quanto l’art. 7, c. 2 del d.lgs. 39/2013 dispone l’inconferibilità dell’incarico “da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”, mentre nel caso di specie è stato conferito dal CdA della Società, ma sul punto la Delibera ANAC non si pronuncia, così come non prende in considerazione nessuna delle tesi esposte dal R.P.C.;
d) Infine ANAC, nella delibera in esame ed in altre precedenti, considera il periodo di raffreddamento di cui all’art. 7, comma 2, del D. Lgs. n. 39/2013 di due anni anche con riguardo “a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione”. Tale orientamento, non risulta però essere coerente con le disposizioni del D.lgs. 39/2013 che fa riferimento ad un solo anno, per diverse ragioni: la struttura lessicale dell’art. 7, c. 2 del decreto citato e il riferimento all’ambito regionale, che nella prima parte del comma 2 è presupposto dell’anno di raffreddamento.

L’Assemblea ha altresì condiviso la scelta del Consiglio di Amministrazione di attribuire nel frattempo al Direttore Generale le deleghe gestionali già in capo al Presidente.

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