Lecco, 03 febbraio 2020   |  

Vittorio Sgarbi a Lecco: “L’arte dimostra che Dio c’è”

di Rosa Valsecchi

Lo Storico dell’arte, ospite dell’evento di chiusura della mostra “Tintoretto Rivelato”, ha incantato il pubblico con una lezione sull’Annunciazione nell’arte.

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Ha preso il pubblico lecchese per mano e lo ha accompagnato in un viaggio ricco di suggestioni alla scoperta dell'iconografia dell’annunciazione. Domenica sera Vittorio Sgarbi ha regalato una bellissima lezione di storia dell’arte ai tanti lecchesi che affollavano l’aula magna del campus del Politecnico per l’evento conclusivo della mostra “Tintoretto rivelato”.

Bronzino, Perugino, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina e ovviamente Tintoretto: questi gli artisti che si sono cimentati con la raffigurazione dell’Annunciazione scelti da Sgarbi per dare forma, colore e spirito al momento dell‘annuncio dell’angelo a Maria, così carico di umanità e mistero. Dall'eleganza pienamente rinascimentale dell'annunciazione di Perugino e Bronzino, passando attraverso la sorprendente interpretazione di Lotto, per arrivare, infine, alla celebre "Annunciata" di Antonello da Messina, "il primo ritratto psicologico della storia dell'arte" come lo definisce Sgarbi, puntando l'attenzione sull'assenza dell'Angelo che "non c'è perché è già dentro di lei".

Con questa selezione di opere bene spiegate, il Critico ferrarese dimostra l'assunto con cui, fra gli applausi, conclude il suo intervento: "l’arte dimostra che Dio c’è". Convinzione che sta alla base anche del progetto "Tintoretto Rivelato", che Sgarbi promuove a pieni voti: "La formula usata qui a Lecco - ha detto - è quella giusta. I valori spirituali non devono essere imposti ma condivisi attraverso la bellezza e non esiste nessuna religione che ha espresso tanta bellezza come quella cristiana".

Con l'intervento di Vittorio Sgarbi cala definitivamente il sipario sulla mostra ospitata a Palazzo delle Paure e voluta dalla Parrocchia San Nicolò di Lecco e dal Comune, che in poco meno di 2 mesi ha registrato oltre 22 mila visitatori, coinvolgendo come guide 140 studenti delle scuole superiori lecchesi.

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