Sesto San Giovanni, 29 ottobre 2020   |  

Sesto San Giovanni rissa tra 40 persone

Due arresti e sette denunciati ai Carabinieri

Materiale sequestrato

Nella serata di mercoledì 28 Ottobre, alle ore 19:30 circa, in Sesto San Giovanni, i militari del Comando Compagnia sono intervenuti in via Matteotti, nei pressi dei giardini Don Luigi Sturzo, ove si era verificata una rissa tra non meno di quaranta persone.

L’intervento, che ha reso necessario l’impiego di otto autovetture, provenienti dai vari Comandi Stazioni e Radiomobile, con l’ausilio di due equipaggi della Polizia Municipale del comune di Sesto San Giovanni, si è sviluppato nell’immediato, consentendo di reprimere la rissa tramite l’utilizzo dei sistemi acustici, già all’atto dell’arrivo dei militari, provocando la fuga incontrollata dei giovani responsabili lungo le vie cittadine, tra il panico dei cittadini che assistevano all’evento.

Le attività di indagine e l’immediato fermo di quindici persone, tramite anche le ricostruzioni dei testimoni, ha permesso di individuare ed identificare parte dei responsabili, con il conseguente arresto di due maggiorenni stranieri, originari dell’Egitto, nonché con il deferimento in stato di libertà di sette minorenni, anch’essi di origine straniera.

Nel corso delle perquisizioni personali e sul luogo della rissa, sulla persona di uno dei minore è stata rinvenuta una chiave inglese e, abbandonate al suolo nel giardino, sono state recuperate catene in ferro e mazzi di chiave, verosimilmente utilizzati come tirapugni.

La maggior parte dei soggetti fermati, che han preso parte alla rissa, riportava delle lesioni superficiali cutanee, per cui venivano sottoposti, oltre che a rilievi fotografici, anche a cure da parte del personale 118, impiegato per l’esigenza. Non vi sono stati feriti gravi o militari feriti.

Inoltre, durante le operazioni di identificazione, presso gli uffici della Compagnia di Sesto San Giovanni, i militari hanno appurato la positività al COVID-19 di uno dei minorenni coinvolti, per cui è scattata la denuncia in stato di libertà anche per la violazione alla quarantena obbligatoria, a cui era sottoposto da giorni in un comune della Provincia di Milano, ove è residente con i propri genitori, anch’essi denunciati alla Procura di Monza.

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