MIlano, 04 aprile 2017   |  

Se Schengen vale ancora la Svizzera non può chiudere i valichi

di Silvano Guidi

Il Consiglio regionale prende posizione sulle decisioni elvetiche. Passa una mozione di critiche "diplomatiche", con la sola contrarietà della Lega. Romeo, capogruppo del Carroccio: «Non ci piacciono le implicazioni politiche camuffate».

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L'atteggiamento della Confederazione elvetica è ragionevole o provocatorio? Chiudere le tre frontiere minori fra Lombardia e Canton Ticino nasce da esigenze reali o sottende una pozione ideologicamente contraria ai tanti migranti che si muovono liberi per l'Italia?Il Consiglio regionale ha affrontato il problema non senza contrasti o differenze di opinioni.

Luca Marsico di Forza Italia ha illustrato una mozione pro frontiere sempre aperte. I valichi interessati sono quelli di Novazzano, Pedrinate e Ponte Cremenaga, che verrebbero chiusi fra le 22 e le 5 del mattino. La motivazione addotta sarebbe l'incremento di eventi delittuosi lungo la fascia sud della Svizzera.

«La chiusura della frontiera di Ponte Cremenaga» ha ricordato Marsico «impedirebbe la libera circolazione di cittadini della Unione Europea e in particolare di quelli residenti nel comune di Cremenaga, oltre che i frontalieri provenienti dalle valli del Verbano e del Luinese e che si recano quotidianamente al di là del confine per lavoro».

Paola Macchi del Movimento 5 Stelle considera la decisione Svizzera "arbitraria e più politica che tecnica" e in ogni caso da respingere. Il Pd è compattamente critico nei confronti della decisione elvetica, anche se ammantata di forma sperimentale e dalla durata contenuta (sei mesi). Teme invece un'escalation lo stesso presidente del Consiglio Cattaneo, terzo firmatario della mozione, il quale crede che, dopo i primi tre valichi minori, ne possano essere bloccati altri sei. «Speriamo che la sperimentazione si chiuda davvero in sei mesi per non doverne parlare mai più» conclude con fare poco convinto Cattaneo.

L'assessore Francesca Brianza dice la sua con infinita levità. Il tema è di quelli scottanti. «La materia non può essere di competenza della Regione» spiega. «Noi teniamo un dialogo aperto con la Svizzera, cerchiamo di prevenire i problemi e saremo attenti a tutelare frontalieri e cittadini lombardi. La Confederazione elvetica, da parte sua, si è impegnata a fornirci ragguagli continui sulla sperimentazione».

I toni da maestrini del bon ton europeo, tutti Schengen e libera circolazione delle persone, non sono però graditi alla Lega che si sottrae al coro da reprimenda. Interviene prima Emanuele Monti: «Ragioniamo sulla sostanza e non in termini ideologici. Quanto potrà mai essere disagevole aumentare di 3 km il percorso dei frontalieri notturni?».

L'insidia per i leghisti è palese: votare contro la mozione potrebbe farli passare per insensibili ai problemi dei frontalieri e vicini agli svizzeri "legalitari e cattivi".
Tocca al capogruppo Romeo esprimersi fuori dai denti. «Spiegatemi quale frontaliere sarà penalizzato da queste chiusure notturne?» chiede in modo provocatorio all'Aula. «Non mi piacciono i giochetti preelettorali. Ma se qualcuno intende discutere la questione non nel merito, ma nelle implicazioni politiche del controllo delle frontiere, non saremo certo noi della Lega a tirarci indietro».

Si vota. 45 a favore e 17 contrari (i leghisti). Cala il sipario.

 

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