Lecco, 08 settembre 2017   |  

Scuole lecchesi al via: un alunno su sei è straniero

Nuovo dimensionamento scolastico per gli istituti del Comune di Lecco, ma in sei anni ci sono 344 iscritti in meno.

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Alla vigilia della prima campanella di scuola l'assessore all'istruzione Salvatore Rizzolino fa il punto sulla riorganizzazione scolastica, fornendo la fotografia della situazione: "L’anno scolastico 2017-18 segna un passaggio importante per le scuole della città di Lecco, che, di fatto, con il primo di settembre, si ritrovano aggregate in un nuovo Dimensionamento scolastico fondato su tre grandi Istituti Comprensivi (Lecco1, Lecco2, Lecco3), che ridisegnano l’intero servizio dell’istruzione". 

Dall’anno scolastico 2011/2012 all’anno scolastico 2017/2018 gli alunni sono infatti diminuiti di 344 unità (circa 14 classi conteggiando una media di 25 alunni per classe): il calo degli iscritti è costante e univoco nelle scuole dell’infanzia, sia statali che paritarie, mentre i valori nelle scuole primarie e secondarie di I grado sono variegati e altalenanti, in particolare nelle scuole statali.

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Salvatore Rizzolino

I numeri degli alunni stranieri sono altalenanti, in quanto la mobilità delle famiglie extra Unione europea è alta. Gli alunni stranieri che frequentano la scuola dell’obbligo sono per la quasi totalità iscritti nelle scuole statali, dove rappresentano circa il 17% degli alunni (1 su 6).

Nelle scuole primarie statali, i posti lasciati vuoti dagli alunni residenti a Lecco che frequentano le scuole paritarie (dal 17 al 20%) sono occupati solo in parte da alunni non residenti in città (dal 5 al 6%). Nelle scuole secondarie di I grado statali, i posti lasciati vuoti dagli alunni residenti a Lecco che frequentano le scuole paritarie (dal 13 al 16%) sono stati tutti occupati per diversi anni da alunni non residenti in città (dall’ 11 al 16%), ma ciò non è avvenuto nello scorso biennio scolastico.

"In una società complessa come la nostra, che fonda la propria ricchezza sullo sviluppo del “capitale umano”, quella dell’istruzione è una “partita” che non possiamo permetterci il lusso di perdere. Le scelte politiche devono quindi essere suffragate dai dati e dalla comprensione dei fenomeni sociali che attraversano il mondo della scuola. Era pertanto giusto e doveroso che ci si dotasse di uno strumento complessivo e coerente di analisi e monitoraggio dell’intero sistema dell’Istruzione cittadina", commenta Rizzolino, "si tratta di uno strumento demografico scientifico, che l’Ufficio Istruzione aggiornerà di anno in anno, mettendolo a disposizione degli amministratori e di tutta la cittadinanza. Nel corso degli anni si completerà con l’aggiunta dell’ “anagrafe degli edifici scolastici” secondo le linee del portale ministeriale recentemente istituito dalla “Buona scuola”, e con i costi di gestione dell’intero sistema dell’istruzione".

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