Lecco, 28 febbraio 2019   |  

Scritte anarchiche in città, Zamperini: non si può più tollerare

L'esponente di Fratelli d'Italia: paghino di tasca loro la cancellazione delle scritte.

giacomo zamperini 2018

Giacomo Zamperini

 Giacomo Zamperini, già Consigliere Comunale di Lecco e dirigente regionale di Fratelli d’Italia, interviene sulle scritte anarchiche comparse questa mattina in città.

“Stamattina i lecchesi si sono svegliati con le mura della città imbrattate da decine di scritte contro le Forze dell’Ordine, contro lo stato, contro la comunità. Per quale motivo qualcuno ha sentito il bisogno di deturpare la proprietà altrui ed alcuni monumenti storici come “Palazzo Belgioioso”? Gli anarchici vogliono contestare lo sgombero da parte della Polizia e dai Carabinieri dell’asilo occupato di Torino e solidarizzare con i clandestini “dando fuoco” ai CPR, i centri per il rimpatrio.

Se ne facciano una ragione, questi fenomeni dei centri sociali, i vigliacchi che con ogni probabilità hanno compiuto il gesto infame e pieno d’odio. Sappiano che, per quanto ci riguarda, la città di Lecco non cadrà mai nella loro trappola propagandistica che vorrebbe vedere gli “sbirri” morti e nemici del popolo. Questi anarchici vogliono solo riportare in città un clima di paura e prevaricazione, ma i lecchesi saranno sempre schiarati al fianco dei ragazzi in divisa, contro l’illegalità e la prepotenza e mai dalla parte dei violenti.

E’ assurdo che si debba sopportare in silenzio questo clima di degrado ed ingiustizia. Il Sindaco intervenga subito facendo ripulire quelle scritte ingiuriose e prendendo nettamente le distanze dagli anarchici e dai loro atti vandalici, mettendo anche a disposizione le telecamere della videosorveglianza per identificare i responsabili. Se questa è la ritorsione per aver sgomberato il Brick, occupato abusivamente sul Lungolago di Lecco, ci viene ancor più voglia di applaudire le Forze dell’Ordine che svolgono al meglio il loro lavoro senza mai farsi intimorire.

Invece, vorrei dare un consiglio a questi sedicenti anarchici lariani: evitino che simili episodi si ripetano in futuro e, per il danno che hanno fatto alla città, si vergognino, paghino di tasca loro la cancellazione delle scritte e chiedano scusa ai lecchesi.”

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