Milano, 13 aprile 2017   |  

Scola: accogliere è un dovere di ogni cristiano e di ogni uomo

Lo ha detto questa sera l’Arcivescovo di Milano durante la Messa in Coena Domini

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«Il comando di Gesù: «fate questo» non è tanto un nostro fare, ma è il nostro aderire al “fare” proprio dell’opera pasquale di Cristo. Siamo chiamati a conformarci al Signore Gesù che muore in Croce, che dona il suo corpo e versa il suo sangue per la salvezza della famiglia umana, del mondo, di ciascuno di noi». Lo ha detto questa sera l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, durante la Messa in Coena Domini, che ha presieduto in Duomo.

Nell’omelia, il cardinale Scola ha ricordato che durante l’incontro al carcere di San Vittore nelle recente visita pastorale a Milano, papa Francesco ha detto ai detenuti di vedere in ciascuno di loro il Cristo ferito. «È questa un’espressione di amore per l’altro – ha sottolineato l’Arcivescovo – capace di abbracciare tutti, dai più intimi che vivono con noi ai più lontani, che magari stanno dando la loro vita, come è successo ai nostri fratelli copti in Egitto e come sta succedendo ai giovani cristiani del Congo trucidati per lotte interne di potere».

«Accogliere ed accompagnare, soprattutto nella prova, il fratello uomo è un dovere del cristiano e di ogni uomo che cerchi con verità un senso al proprio vivere», ha concluso l’Arcivescovo. Durante la Celebrazione, il Cardinale ha lavato i piedi ai 12 piccoli cantori del coro del Duomo.

Domani 14 aprile, Venerdì santo, alle 8.15, l’Arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, presiederà in Duomo l’Ufficio delle Letture, Lodi e Ora Terza. Alle 17.30, sempre in Duomo, l’Arcivescovo presiederà la Celebrazione della Passione del Signore.

Come spiega monsignor Claudio Magnoli, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale liturgica, «è il Cardinale a leggere personalmente il Vangelo e, nel momento in cui Cristo spira, in Cattedrale cade un’oscurità completa, a significare che il mondo perde la sua luce. Al termine della celebrazione l’Eucaristia viene riposta in un altare laterale e il Crocifisso viene esposto alla pietà dei sacerdoti e dei fedeli che lo baciano in segno di devozione dolorosa. La preghiera universale, proclamata dall’Arcivescovo insieme ai canonici di fronte ai fedeli, è l’emblema di una famiglia grande quanto il mondo, che si stringe nell’invocazione intorno alla croce».

Le offerte raccolte durante questa e le altre celebrazioni in programma in Diocesi saranno destinate alla colletta a favore della Terra Santa a cui concorrono tutte le comunità cattoliche del mondo.

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