Lecco, 08 giugno 2018   |  

Sciopero Aerosol: proprietà inattendibile, paghi gli stipendi

di Stefano Scaccabarozzi

I dipendenti hanno sette mensilità arretrate e chiedono alla proprietà di immettere le risorse per permettere la ripresa dell'attività.

IMG 20180608 173309

Lavoratori e sindacalisti davanti ai cancelli chiusi dell'Aerosol

I lavoratori dell'Aerosol confermano lo sciopero a oltranza fino a quando la società non verserà almeno due delle sette mensilità arretrate.

Uno stato di agitazione dei 63 dipendenti, stabilito dopo che la direzione aziendale ha deciso di non rispettare quanto promesso negli scorsi mesi, come spiegato dai sindacalisti Nicola Cesana (Cgil), Massimo Ferni (Cisl) e Celeste Sacchi (Uil): «Attendevamo notizie dall'azienda e quello che abbiamo saputo non è positivo: non hanno in previsione di pagare gli stipendi perché i soci, chiunque essi siano, non si stanno adoperando per risolvere la situazione. Invece c'era stato promesso che avrebbero pagato ogni 27 del mese. Dieci giorni fa c'è stato proposto un nuovo accordo, giudicato irricevibile dai lavoratori: volevano pagare il primo stipendio 5 giorni dopo la ripresa della produzione e un altro 20 giorni dopo. Il problema è che non sapendo se e quando riprenderà la produzione era impossibile accettare, la gente come fa a mangiare? Si sarebbero accumulati sempre più stipendi non pagati».

IMG 20180608 173229Intanto la produzione è a tutt'oggi bloccata (non è più ripresa dopo la pausa natalizia) per la necessità che la fabbrica venisse messa in sicurezza. Dall'azienda fanno sapere che i permessi per riprendere a lavorare dovrebbero giungere a breve da Regione Lombardia, in quanto la necessaria documentazione è già stata spedita: «Chiediamo che le figure istituzionali – continuano i sindacati – si attivino per abbreviare i tempi. Per questa ragione valuteremo se chiedere un incontro al Prefetto. Inoltre lunedì abbiamo una riunione in Provincia per chiedere l'attivazione delle politiche attive per il lavoro, riqualificazione e ricollocazione».

Altre cattive notizie giungono dal fronte dei clienti: «L'azienda sembra aver perso i clienti relativi al ramo dei presidi medici chirurgici. Infatti il cliente ha portato via quello che ancora aveva nella fabbrica e quindi è svanito quel pezzo di attività che poteva permettere il reimpiego di 7-8 lavoratori. Secondo la proprietà, l'azienda nel ramo farmaceutico ha ancora clienti per lavorare su due turni. Ma il problema è l'inattendibilità di chi gestisce l'impresa: o vengono messi i soldi per far ripartire la produzione e per pagare gli stipendi oppure il destino di questa azienda è segnato».

A breve sulla crisi di Aerosol potrebbe essere chiamato a esprimersi anche il tribunale: «Stiamo parlando di un'azienda che potrebbe portare a giorni i libri in tribunale. La direzione aziendale vuole portare avanti un concordato in continuità per far ripartire l'azienda attraverso la newco Aerosol Pharmaceutical, ma non è da escludere che giunga un'istanza di fallimento da parte di qualche creditore. È un anno e mezzo che lavoriamo per evitare questa seconda possibilità, ma chi doveva fare la propria parte non l'ha fatta».

A dare speranza a lavoratori e sindacati rimane soltanto il fatto che negli ultimi mesi la proprietà ha comunque immesso circa 300mila euro, tra il pagamento di uno stipendio e i lavori per la messa in sicurezza della fabbrica. Segnale che farebbe propendere per un interesse dei soci a dare continuità aziendale.

Intanto martedì 12 giugno scadono i termini del contratto di solidarietà, una cesoia che, a causa del precipitare della situazione, oggi non sembra essere più dirimente: «La società oggi non ha in cassa i soldi per licenziare i lavoratori che, in queste settimane, sono formalmente in permesso retribuito, seppur non viene pagato, a causa del blocco della produzione. Il problema si porrà nel caso in cui parta l'affitto del ramo d'azienda e riguarderà quei lavoratori che rimarranno nella vecchia Aerosol».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Settembre 1943 Salvo d'Acquisto si offre in cambio della vita di 22 civili rastrellati dai tedeschi per rappresaglia contro un attentato compiuto il giorno prima, viene fucilato a Roma, in località Torrimpietra. Riceverà la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Social

newTwitter newYouTube newFB