Lecco, 09 novembre 2017   |  

Scalate ed esplorazione: il K Team racconta la spedizione cinese

di Giancarlo Airoldi

Per i 90 della Kapriol Morganti sponsorizzati gli alpinisti Luca Schiera, l’italo-francese Corrado Korra Pesce e il tedesco Roland Hemetzberger.

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Di ritorno da un mese e mezzo di spedizione in Cina i membri del “K Team” hanno raccontato l'esperienza vissuta, sponsorizzata dalla Morganti Kapriol in occasione del 90° anniversario di fondazione dell’azienda. A far parte del team come brand ambassador il ragno Luca Schiera, l’italo-francese Corrado Korra Pesce e il tedesco Roland Hemetzberger.

day8 1 4Obiettivo fissato per la spedizione partita il 3 settembre era la regione di Balagezong, dove si trovano alcune pareti di calcare fino a quota 5.000 metri, mai salite e quasi sconosciute e poi la zona di Keketuohai, al confine con la Mongolia, 4.000 km più a nord, con pareti di granito.

A far cambiare i piani del K Team è stata la burocrazia cinese che ha impedito di arrambicare nel Balagezong: "abbiamo capito che non eravamo i benvenuti, forse perché i Cinesi, essendo molto nazionalisti vogliono che i primi a scalare queste montagne e ad aprire nuove vie siano degli alpinisti locali".

Schiera, Pesce e Hemetzberger hanno così intrapreso un viaggio esplorativo della Cina: prima a Getu dove hanno scalato il Great Arch della Getu Valley (un tunnel di calcare alto circa 150 metri, con vie da 5-6 tiri in verticale, che partivano dall’interno di questa enorme grotta, per poi arrivare a 3-4 tiri sul soffitto orizzontale, con punte da 8a ad 8c), poi nel parco dello Zhangjiajie, un'enorme vallata contrassegnata da moltissime torri in arenaria e infine a Yangshuo dove hanno scalato in falesia e ripetuto alcune vie.

day7 5"È stata un’avventura senza dubbio affascinante - spiegano i tre alpinisti che hanno percorso quasi 16 mila chilometri- che ci ha permesso di scoprire tutta l’area a sud della Cina, ricca di montagne in molti casi inesplorate e di pareti che, seppur già salite e in parte attrezzate, sono davvero straordinarie. Ci siamo divertiti e ci siamo messi alla prova soprattutto sulle falesie. Purtroppo le mete che ci eravamo prefissi inizialmente non le abbiamo potute raggiungere, a causa sia del divieto delle autorità locali, sia di un inatteso prolungarsi della stagione dei monsoni. Ma è stata un’esperienza importante per il Kapriol Team, perché ci ha permesso di conoscerci e misurarci in una spedizione così avventurosa”.

Il progetto K Team non si chiude però con questa spedizione cinese: Franco Morganti ha confermato che proseguirà con nuovi obiettivi alpinistici ancora da individuare e con l'opera di chiodatura della falesia K90 ai Corni di Canzo, a opera del regno di Luca Schiera e del presidente dei maglioni rossi Fabio Palma.

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