Lecco, 26 dicembre 2016   |  

Santo Stefano, acceso il faro in Basilica: la nostra fede sia feconda

di Mario Stojanovic

"Stefano davanti ai suoi accusatori, avendo compreso profondamente il senso delle scritture, proclamava senza paura che questo bambino che oggi noi è adoriamo è il salvatore del mondo".

basilica santo stefano 2016 15

Nella mattinata di oggi lunedì 26 dicembre, la parrocchia di S. Nicolò ha solennemente celebrato la festa del compatrono S. Stefano, diacono e martire. Ha presieduto la cerimonia il prevosto mons. Franco Cecchin, concelebranti don Luca e don Simone. Ha accompagnato la liturgia il coro diretto dal maestro Scaioli. Come da tradizione si è svolta anche l’accensione del faro pendente sull’altare, simbolo del martirio, e l’omelia è stata pronunciata dal diacono permanente don Armando Comini.

«Stefano davanti ai suoi accusatori, avendo compreso profondamente il senso delle scritture, proclamava senza paura che questo bambino che oggi noi è adoriamo è il salvatore del mondo. Stefano ha annunciato il grande amore di Dio per il suo popolo e per questo sarà lapidato. Ecco allora imparando da lui riprendiamo in mano sul serio la Bibbia e ricominciamo a essere fedeli alla parola del Signore, essendone testimoni e annunciatori».

E ancora: «No basta però ascoltare e conoscere la Parola, ma bisogna fare come Maria che con il suo sì al Signore ha iniziato una nuova stagione per il mondo. Come Stefano dobbiamo avere il coraggio di proclamare con bontà e con fierezza il messaggio del Signore. Noi credenti dobbiamo dimostrare che la fede è feconda con il nostro esempio sereno, dignitoso e pacato»

«Santo Stefano che ha avuto il coraggio di vivere e di seminare abbondantemente la Parola del Signore ci conceda la grazia di saperlo imitare perché anche nella terra più arida, nel deserto del nostro cuore e della nostra città si possano ancora seminare i fiori», ha concluso il diacono Armando.

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