Lecco, 19 settembre 2018   |  

Santi e beati giovani

di Gabriella Stucchi

Il libro, molto accurato nella stesura, si offre innanzitutto come opportunità per il prossimo Sinodo dei Vescovi che avrà come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Santi e beati giovani

“Ogni età è matura per Cristo”. Con la citazione di Sant’Ambrogio (De virginitate,40) il card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presenta il libro dei due autori (mons. Maurizio Tagliaferri e dott.ssa Judith Borer) in cui si dimostra come siano numerosi i santi giovani, “persone piene, colme di grazia divina e di straripante esemplarità umana”.

Si inizia con “La santità dei giovani nell’Antico Testamento e nel Nuovo Testamento”, in cui mons. Tagliaferri cita come testimoni della propria fede Samuele, Davide e l’amico Gionata, Geremia, gli ebrei Daniele, Anania, Misaele e Azaria.
Nel Nuovo Testamento si ricorda “il Discepolo che Gesù amava”, immaginato come un giovane; lo stesso Gesù a Nazareth è immagine di una santità nel contesto di una vita comune, nascosta. Giovanni Battista nel deserto; Paolo giovane inquieto, ma con grandi ideali, che con la conversione si realizzano in pienezza, attirando ed educando i suoi collaboratori alla via dell’amore di Cristo: Marco, Timoteo, Sila, a cui si aggiunge il protomartire Stefano, che muore perdonando i carnefici.

Nei primi secoli della Chiesa i testimoni (martiri) fino al sacrificio della vita furono numerosi, incalcolabili, anche secondo le fonti pagane. Tra questi molti giovani, anche martiri militari (ad esempio Sant’Alessandro, vissuto tra la fine del III e l’inizio del IV secolo, patrono di Bergamo).
Papa Damaso nella seconda metà del IV secolo andò alla ricerca delle tombe dei martiri nelle diverse catacombe di Roma e vi fece incidere elogi come “campioni” della fede.

Segue la categoria dei santi confessori che hanno mostrato la loro fede consacrando la propria vita alla preghiera e alla rinuncia ai beni terreni. Tra questi anche un vescovo, S. Martino di Tour, che divise il mantello con un povero.
Nuovi martiri si ritrovano negli ordini mendicanti, come Francesco e Domenico.
Si diffonde poi una nuova idea di santificazione, legata alle “opere”, diffusa anche nell’ambito femminile: si creano opere di misericordia e di assistenza, come gli ospedali.

La Chiesa romana volle poi stabilire criteri precisi, anche con l’audizione di testimoni, per avere “prove di santità” certe, stabilendo normative più sicure. Nel 1588 Sisto V istituì la Congregazione dei Sacri Riti e nel 1625 Urbano VIII emanò nuovi decreti seguiti nel 1634 dalla costituzione Caelestis Hierusalem cives, che fissava un termine di cinquant’anni per un processo di canonizzazione e sanciva i due livelli della beatificazione e della canonizzazione, l’accertamento dell’ortodossia del ‘candidato’ e di eroicità delle virtù.
Nacque una scienza specifica per lo studio della santità, con frequenti modifiche: nel 1930 con Pio XI, nel 1948 con Pio XII; nel 1969 Paolo VI istituì la Congregazione per la Causa dei Santi e nel 1983 Giovanni Paolo II con la Divinus Perfectionis Magister abolì le norme precedenti e stabilì che la causa fosse introdotta dopo cinque anni e non più di trenta dalla morte del candidato. Nel 2007 Benedetto XVI approvò l’Istruzione Sanctorum Mater per stabilire una collaborazione più stretta tra la santa Sede e i Vescovi. Con tutti questi passaggi si è meglio chiarito come il riconoscimento della santità preveda vari livelli: quello dell’esperienza religiosa, quello del consenso sociale e quello del riconoscimento ufficiale.

Si nota che dopo la fine del Concilio Vaticano II tra i santi si privilegiano i religiosi, soprattutto i fondatori, con un aumento di laici, soprattutto per le canonizzazioni, con un incremento di santi di Paesi anche extraeuropei, soprattutto durante il pontificato di Giovanni Paolo II.

È interessante notare che si propongono modelli agiografici specificamente rivolte ai giovani, come S. Giovanni Bosco, Domenico Savio, che richiama la figura di san Luigi Gonzaga, proclamato patrono della gioventù da Benedetto XVI; co- patrono, per decreto di Pio XI, San Gabriele dell’Addolorata, canonizzato nel 1920, il cui culto venne promosso in Abruzzo dai Passionisti.
La Congregazione delle Cause dei Santi non conosce limiti di età per la santità: ogni persona che raggiunge l’uso della ragione può percepire questa universale chiamata. Così il 13 maggio 2000 sono stati beatificati Francesco e Giacinta Marto, i veggenti di Fatima, che papa Francesco ha canonizzato il 13 maggio 2017.

L’autore poi evidenzia alcune note caratteristiche della “santità giovane”: l’audacia nell’offerta totale della propria vita, senza compromessi (S. José del Río, non ancora quindicenne; la politica (beato Alberto Marvelli, di 28 anni); il lavoro (beato Nunzio Sulprizio, giovane artigiano morto a 19 anni). Una seconda caratteristica è la giovialità (S. Domenico Savio, alla scuola di don Bosco). Questo può assumere diversi aspetti: l’amore per il gioco e lo sport (beato Piergiorgio Frassati, 24 anni), per la musica, per la poesia (S. Teresina di Lisieux, 24 anni); la gratuità, soprattutto nei bambini (i santi pastorelli di Fatima, di 10 e 11 anni); la limpidezza; l’umiltà (proposta da Benedetto XVI nel 2007 nella piana di Montorso). In papa Francesco il tema della santità è alla portata di tutti: “è un dono che il Signore ci fa, ci prende con sé, ci rende come Lui”. Francesco vede la santità nel popolo di Dio, la santità quotidiana. In “Gaudete et exultate” si descrivono alcune caratteristiche: “pazienza, e mitezza, umorismo, audacia e fervore, vita comunitaria e preghiera costante”.
L’Esortazione si conclude con un capitolo dedicato alla vita spirituale come “combattimento, vigilanza e discernimento”. Questo è rivolto soprattutto ai giovani.

Nell’ultima parte del libro Judith Borer espone un lungo elenco di “Giovani Santi” e di “Giovani beati”, distinguendoli secondo la nazione di provenienza. Di ciascuno è indicata l’età, il nome originario, l’ordine di appartenenza, la data della beatificazione o canonizzazione. Segue un Indice dettagliato dei nomi dei Santi e Beati.

Il libro, molto accurato nella stesura, si offre innanzitutto come opportunità per il prossimo Sinodo dei Vescovi che avrà come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. D’altra parte i giovani nella lettura approfondita del testo possono trovare spunti utili per la loro formazione cristiana e culturale, con l’aiuto di genitori ed educatori.

Maurizio Tagliaferri – Judith Borer “Santi e beati giovani” – Libreria Editrice Vaticana euro 10.00

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