Milano, 22 dicembre 2016   |  

Sanità, welfare, famiglia e fragilità al centro della legge di stabilità della Lombardia

Nel bilancio di previsione di spesa per il prossimo anno la Regione stanzia 18 miliardi di € per il servizio sanitario, su un totale di 26. Attenzione per i disabili e le aree materno-infantili.

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Via libera ieri sera da parte del Consiglio regionale ai documenti della manovra finanziaria regionale (legge di Stabilità con 47 si e 26 no, bilancio di previsione 2017 e pluriennale 2017/2019 con 47 si e 26 no) ). Il Bilancio di Previsione di Regione Lombardia è fissato in 26 miliardi di euro, di cui 18 miliardi e 309,9 milioni sono destinati al servizio sanitario regionale. Tra le voci più importanti quella sul welfare, nel quale alle politiche socio-sanitarie per il sostegno alla famiglia, alla non autosufficienza, alle aree materno infantili è destinato 1 miliardo e 713 milioni per ciascun anno del triennio. La manovra registra un taglio dei trasferimenti da parte dello Stato che per il 2017 impattano sulle finanze regionali per 423 milioni. “Tagli – ha detto l’Assessore all’Economia Massimo Garavaglia nella suo intervento in Aula – che finiscono soprattutto per limitare le politiche più sensibili che riguardano il sociale ”.

Per il relatore dei provvedimenti, il Presidente della Commissione Bilancio Alessandro Colucci (Lombardia Popolare) “nonostante i vincoli posti dalla legislazione statale, la predisposizione del bilancio di previsione 2017-2019 ha privilegiato, in continuità con gli esercizi precedenti, strumenti e politiche che puntano a incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo regionale. Per valorizzare poi le sinergie finanziarie, in grado di attrarre investimenti sul territorio lombardo, si sono dovute effettuare scelte gravose sulle priorità delle politiche di spesa finanziabili, alla luce della ferma volontà di non agire sulla politica fiscale esistente, in un’ottica di pieno sostegno al consumo”.
Nella Legge di Stabilità (emendamento Massimo Garavaglia) è stato inserito un fondo di garanzia per Pedemontana, un impegno che partirà dal 2025 e quantificato in 20 anni per 22,5 milioni annui “come forma adeguata di garanzia del servizio di debito a parziale mitigazione del rischio traffico”.

Una decisione che ha sollevato critiche da parte di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle: Enrico Brambilla del PD ha parlato di “operazione al buio e un azzardo”, mentre Stefano Buffagni del M5S di “follia fatta per coprire i buchi di un’opera inutile”. Accuse respinte dalla maggioranza. Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord, ha detto che il fondo di garanzia è “una scelta saggia perché l’autostrada si deve completare” e anche il capogruppo di Forza Italia Claudio Pedrazzini si è schierato per sostenere il fondo: “la Pedemontana è un obiettivo di legislatura”, ha detto, chiedendo che comunque il controllo dell’opera rimanga ancora in capo al pubblico.
Con la manovra vengono inoltre estese anche a livello regionale le agevolazioni previste per la “rottamazione” delle cartelle Equitalia riferite alle ordinanze fiscali emesse dalla Regione e notificate entro il 31 dicembre di quest’anno. Via libera anche ai rimborsi parziali degli abbonamenti per gli utenti che utilizzano servizi ferroviari non soggetti al sistema tariffario integrato regionale, come i sistemi a mercato dell’Alta Velocità, nei casi in cui non risulta possibile soddisfare la domanda di trasporto ferroviario con adeguata o differente offerta del servizio di trasporto regionale.
Tra gli emendamenti approvati sul Bilancio di previsione si evidenziano 1,5 milioni destinati a interventi forestali in ambito montano (Dario Bianchi, lega Nord); 1,4 milioni per interventi strutturali per le aree a rischio idrogeologico (Riccardo De Corato, Fratelli d’Italia); 600 mila euro per la riqualificazione del sistema turistico (Mauro Piazza, Lombardia Popolare); 200 mila euro a sostegno di famiglie in condizioni di fragilità (Angelo Capelli, Lombardia Popolare); 150 mila euro per i vigili del fuoco volontari (Fabio Rolfi, Fabrizio Cecchetti e Massimiliano Romeo, Lega Nord); 100 mila euro a sostegno degli accordi di solidarietà e 100 mila per i circoli cooperativi.

 

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24 Febbraio 1990 a Roma muore Alessandro Pertini detto Sandro (era nato a San Giovanni di Stella il 25 Settembre 1896), settimo presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985.

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