Lecco, 09 gennaio 2018   |  

Rovinata la targa di Femminile Presente: “Gesto spregevole”

di Rosa Valsecchi

L’episodio è avvenuto durante le festività ma solo in questi giorni è scattata la denuncia ai carabinieri

targa femminile presente

Vandali in azione sul lungolago, a farne le spese la targa dell’aiuola sistemata qualche mese fa dall'associazione Femminile Presente. Un gesto ignobile, che ancora una volta colpisce il sodalizio guidato da Irene Riva, che dalla sua fondazione, avvenuta un paio di anni fa, si è già fatto carico di alcuni significativi interventi di riqualificazione, fra cui quello al lavatoio di Belledo. L'associazione non intende sorvolare su questo odioso episodio e annuncia di aver sporto denuncia ai carabinieri, con la speranza che venga presto individuato l’autore del gesto contro la targa intitolata a sei donne di valore del nostro Territorio, donata nello scorso ottobre, insieme a sei aiuole loro dedicate, al Comune di Lecco.

«Nell’intervallo tra le feste di Natale e l’Epifania, la targa è stata presa a calci, deformata e sradicata dal suo basamento di cemento - racconta la presidente Irene Riva -. L’opera realizzata, composta dalle aiuole e dalla targa, non è più dell’Associazione. È ora di tutti i Cittadini. Riteniamo pertanto doveroso informarli di quanto successo, riferendoci soprattutto a coloro che hanno partecipato con tanto entusiasmo alla bella cerimonia di inaugurazione. Il gesto, che si condanna da solo, è maggiormente spregevole perché sembra colpire, ancora una volta, il simbolo, e quindi il valore, di una femminilità consapevole e costruttiva».

Questo, infatti, non è il primo caso: «In un’altra occasione - la sistemazione dell’aiuola di via Cavour - abbiamo stigmatizzato l’incuria di alcuni Cittadini, ma in questo caso si è andati oltre. Avvertito il Comune di Lecco, in particolare l’assessore Corrado Valsecchi, abbiamo avuto una premurosa rassicurazione e in quetsi giorni la targa è stata ripristinata. Non ci lasciamo certo scoraggiare da persone grette, incapaci di comprendere il significato della riconoscenza e della condivisione. E prima che siano condannate dalla legge, speriamo vengano condannate dall’opinione pubblica e isolate, come meritano coloro che si collocano, con simili gesti, al di fuori della società civile».

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