Lecco, 01 giugno 2018   |  

Ripresa economica: 6800 nuove assunzioni per le imprese lecchesi

La quota con contratto a tempo indeterminato si attesta al 26,3%, in lieve crescita.

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Nel trimestre maggio-luglio 2018 le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 6.800 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 16,8% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno circa 252.000, e a livello nazionale oltre 1.400.000. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche.

L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Nel trimestre maggio-luglio, oltre il 42% delle assunzioni si concentrerà nel comparto industriale (2.430 nuovi contratti, di cui 450 riguarderanno le costruzioni). Lecco occupa la seconda posizione regionale per quota rispetto al totale, dopo Cremona, e viceversa occupa il penultimo posto regionale per quota di nuovi ingressi nel terziario (57,8%, precedendo sempre Cremona). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 1.110 nel commercio; 990 nel turismo; 1.830 negli altri servizi.

Con riferimento ai dati di maggio 2018, sulle 2.110 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi, la quota con contratto a tempo indeterminato si attesta al 26,3% (ad aprile era del 23,9%), percentuale superiore al dato nazionale (22,8%), ma inferiore al valore regionale (30%). Rispetto al mese precedente, sale anche la quota dei contratti di apprendistato (dal 7,9% al 9,2%; il dato di maggio è superiore sia alla media della Lombardia, 8%, che a quella dell’Italia, 8,1%) e aumenta quella dei contratti a tempo determinato (dal 57,5% al 58,4%; il dato di maggio è in linea con la media regionale, 58%, e rimane inferiore a quello italiano, 65,6%).

Le imprese lecchesi continuano a ricorrere alle altre forme contrattuali in misura superiore rispetto a quelle lombarde e italiane (Lecco 6%; Lombardia 5%; Italia 3,5%). Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto “manifatturiero” (39,3%), mentre i “servizi alle imprese”, il “turismo” e i “servizi alle persone” sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 67,2%, 66,1% e 63,9%). Da segnalare anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali nel turismo (24%, anche se in calo rispetto al mese precedente).

Il 63,5% delle entrate programmate a maggio riguarda imprese con meno di 50 dipendenti; il 23,7% medie imprese; il 12,3% realtà imprenditoriali oltre i 250 addetti7.

Per quanto riguarda le figure professionali, il 19,2% delle nuove entrate di maggio è riservato a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici): quota in diminuzione rispetto al dato di aprile (20,2%) e inferiore alla media regionale (21,4%), ma superiore a quella nazionale (15,5%). Comunque la nostra provincia occupa la terza posizione tra i territori lombardi, preceduta da Milano e Monza.

Rispetto ad aprile, sale la quota di assunzioni destinate a personale laureato (dal 10% al 12,5%); tuttavia la percentuale del nostro territorio rimane inferiore al dato medio regionale (14,3%), anche se è superiore al valore nazionale (9,9%). Il 62,1% delle assunzioni riguarderà diplomati (28,4% diploma di scuola media superiore e 33,7% di istituto professionale); sale la quota delle assunzioni per cui le aziende richiedono semplicemente l’assolvimento dell’obbligo scolastico (dal 22,7% al 25,4%): si tratta del valore più alto tra le province lombarde. Tra i profili maggiormente richiesti dalle imprese lecchesi spiccano figure a media e bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”, “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici”, “commessi ed altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso” e “personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone”.

Rispetto ad aprile, diminuisce la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 38,6% al 35%,): comunque la percentuale resta in linea con la media regionale e superiore a quella italiana (rispettivamente 35,5% e 34,1%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso dell’“area produzione di beni ed erogazione del servizio” (1.090 ingressi programmati, di cui il 30,2% giovani), delle “aree commerciali e della vendita” (420 assunzioni, di cui il 40,5% under 29) e delle “aree tecniche e della progettazione” (290 persone, di cui il 44,9% con meno di 29 anni).

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. A maggio il dato risulta in crescita rispetto al mese precedente (dal 24,5% al 27,1% delle assunzioni previste) e si mantiene superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (attestate rispettivamente a 24,1% e a 22%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (25,3%, pari a 280 figure), “aree tecniche e della progettazione” (44,9%, pari a 130 unità) e “aree commerciali e della vendita” (25,2%, pari a 110 posizioni).

In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano oltre il 40% dei 260 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (12,5%) e la scarsa preparazione dei candidati (12,1%).

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