Milano, 15 maggio 2018   |  

Riprende la lunga strada verso l’autonomia della Lombardia

di Silvano Guidi

Il Governatore Attilio Fontana ha tenuto questa mattina in Consiglio regionale un elevato intervento sul tema. «Affrontiamo insieme la sfida per vincere uniti»

maroni fontana

Nel passaggio di testimone da Maroni a Fontana il lascito più delicato, prezioso e carico di ricadute e valenze non solo politiche è stato ed è il tema dell’autonomia. Lo scorso 22 ottobre il 95 per cento di chi ha partecipato al voto referendario si è espresso a favore dell’autonomia, innescando un percorso che il 28 febbraio di quest’anno ha portato alla sigla di un’intesa preliminare fra Maroni e il sottosegretario Gianclaudio Pressa, nel rispetto del III comma dell’articolo 116 della Costituzione.

Questa mattina, evocando un poco il “dove eravamo rimasti?”, il neo governatore Fontana ha ripreso l’argomento dell’autonomia in un Consiglio tutto dedicato al tema con i consiglieri neoeletti.
«Auspichiamo e attendiamo la nascita di un governo che abbia forza politica adeguata per poter affrontare anche il tema delle autonomie regionali» ha esordito Fontana. «Per ora su questa strada si sono avviate solo tre regioni: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna; ma anche altre regioni hanno manifestato l’intenzione di accodarsi».

«La nostra Lombardia è terra speciale» ha continuato il Governatore «e questa affermazione non è vuota definizione presuntuosa, ma documentato posizionamento nelle graduatorie che contano: la Lombardia è quinta in Europa per pil pro-capite; ultima in Italia per spesa statale pro-capite (2.400 € invece dei 3.600 € della media nazionale); ha il minor numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione; il costo di lavoro pubblico più basso; i tempi di pagamento, nei confronti di chi lavora per la pubblica amministrazione, assolutamente in linea con quanto previsto dall’Europa, dando in questo modo una mano a far girare l’economia; e, infine, un rating riconosciuto alla Regione da Moody’s che è migliore di quello spettante alla nostra nazione».

«La sfida dell’autonomia consiste nel premiare chi merita di essere premiato» ha detto ancora Fontana. «Se la spesa statale regionalizzata, così come oggi si realizza in Lombardia, venisse estesa a tutte le altre regioni si creerebbe un risparmio di 60 miliardi di € l’anno. In fondo si tratta di superare quei vincoli statali che frenano e rallentano. Noi, per esempio, avremmo bisogno di poter assumere medici e personale sanitario, ma non possiamo farlo, perché vincolati da norme nazionali. Una volta autonomi, invece potremmo».

«La nostra è una grande Regione» si è avviato a concludere Fontana. «E la nostra gente merita una classe politica e amministrativa che senta l’impegno di correre questa sfida. Chiedo a tutti voi di fare squadra. Combattiamo insieme per vincere insieme. Anche superando quelle legittime differenze di pensiero che caratterizzano le nostre diverse convinzioni politiche».
È seguito un lungo e convinto applauso bi-partisan.

Dopo l’intervento del Governatore Fontana e una sintesi delle varie tappe lungo il percorso dell’autonomia, riassunte dal professor Stefano Bruno Galli, è seguito un lungo dibattito in Aula, durante il quale maggioranza e opposizioni hanno espresso pareri e convincimenti piuttosto in sintonia. Tanto che alla fine i consiglieri hanno approvato un documento unitario, che chiede di riaprire la trattativa con il Governo nazionale sull’autonomia in tempi brevi e di allargarla a tutte le 23 materie costituzionalmente previste e indicate nella Risoluzione approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale nella seduta del 7 novembre scorso. Contestualmente chiede di dare tempestivamente seguito a quanto previsto e contenuto nell’Accordo preliminare sottoscritto a Roma il 28 febbraio sulle cinque materie già individuate (tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, tutela della salute, istruzione, tutela del lavoro, rapporti internazionali e con l’Unione europea) e di approfondire il tema delle relative risorse. Infine chiede di sollecitare il Parlamento ad approvare a maggioranza assoluta “in tempi compressi e ridotti” l’Intesa tra Stato e Regione Lombardia, una volta che questa sarà raggiunta, formalizzata e sottoscritta.

 

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