Lecco, 02 febbraio 2018   |  

Residenti e movida, Brivio: no ai diktat, ma codice di autodisciplina

"L’Amministrazione è impegnata a monitorare episodi che si vanno consumando nei parcheggi e nei dintorni di bar e locali del centro e dei quartieri".

virginio brivio settembre 2017

Virginio Brivio, sindaco di Lecco, interviene dalla sua newsletter, sul tema della convivenza tra residenti e locali pubblici.

Potrebbe sembrare una questione marginale all’interno dell’ampia sfera delle priorità pubbliche. Ma la convivenza della città si nutre di comportamenti individuali e collettivi che hanno il segno della civiltà e della sicurezza.

Spendo qualche riga per segnalare che l’Amministrazione è impegnata a monitorare episodi che si vanno consumando nei parcheggi e nei dintorni di bar e locali del centro e dei quartieri. I residenti inviano proteste documentate e firmate nelle quali manifestano preoccupazione e insofferenza per atti più o meno insolenti, suoni e rumori oltre il lecito.

Credo che la questione non si risolva abbassando i decibel, ma affrontandola nel suo insieme, provando a conciliare il divertimento e la libera espressione dei nostri giovani con le legittime attese della comunità. Su questo tema val la pena ricordare che l’azione del Comune e della Polizia locale si intreccia con quella degli altri Corpi di Polizia dello Stato. Un terreno che trova forme efficaci di collaborazione, ma che talvolta risulta scivoloso per via delle “competenze”. Va da sé che anche le associazioni di categoria, i commercianti su tutti, sono chiamati a giocare un ruolo centrale, anche perché hanno il polso della situazione e potere di intervento, o almeno di sensibilizzazione, sui loro iscritti.

Questa nota potrebbe suonare stonata, non calata nella stagione giusta, ma l’esperienza mi suggerisce che sono questi i mesi nei quali ci si deve attrezzare per contenere, arginare e meglio governare il fenomeno che scoppia con l’estate. A tale proposito siamo impegnati a proporre un codice di autodisciplina che contempli tutti gli elementi che compongono il puzzle che, lasciato senza regole, può diventare un cocktail esplosivo. Ho colto lo spirito della richiesta del Questore, evitando l’improduttiva logica dei diktat e anche pensando che, per esempio, il problema degli alcolici non si risolve spostando le lancette, ma collaborando con gli esercenti ed educando i clienti.

Sappiamo bene che anche davanti a un divieto i giovani si sanno attrezzare per occupare le vie della città e lasciarle in condizioni pietose con vetri rotti (pericolosi anche da raccogliere).

Insomma sono sempre più convinto che la qualità della vita in città passi sì attraverso misure tempestive e in grado di risolvere i problemi con la giusta severità, laddove necessaria, ma anche da regole certe alle quali non si sottraggono tutti i soggetti interessati.

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