Lecco, 07 ottobre 2017   |  

L'uomo nello spazio raccontato in una mostra “spaziale”

di Donatella Salambat

A Milano, si è inaugurata qualche giorno fa, una esposizione itinerante che raccoglie attraverso sei gallerie i passi compiuti dall'umanità nella conquista dell'universo.

15. NASA A Human AD97FAF

La maggior parte di noi capisce solo ciò che vede o tocca con mano; tutto il resto è impenetrabile e indefinibile. Le scoperte che l'umanità ha compiuto nel corso della storia sono state fatte da uomini che avevano la capacità di osservare e percepire il mondo che li circondava in modo diverso dagli altri.

La mostra “Nasa - A human adventure” – aperta fino al 4 Marzo 2018 allo Spazio Ventura - Via Ventura, 15 a Milano – è la prima di questo genere realizzata in Italia e vuole essere un elogio a coloro che hanno avuto il coraggio di perseguire un sogno solo attraverso un' intuizione o semplicemente la curiosità di uscire dai soliti schemi. Il tema principale dell'esposizone sono le esplorazioni spaziali, quelle più famose. Le riproduzioni di alcune astronavi sono a grandezza naturale e lungo il percorso dell'esposizione si evidenziano due realtà: da una parte trova ampio spazio il mondo della ricerca dai primi anni fino ad arrivare ai giorni nostri, con a disposizione sofisticatissimi telescopi, satelliti e tecniche di analisi sempre più precise; dall'altra ci sono i visitatori attratti da ciò che la mostra offre nelle sei sezioni in cui è suddivisa. Oltre alle conoscenze scientifiche acquisite durante le missioni spaziali al visitatore è anche offerto uno squarcio della corsa nello spazio che Stati Uniti e Urss attuarono in quegli anni. Lo sbarco sulla Luna, avvenuto il 20 Luglio 1969, fu uno dei momenti più importanti per l'umanità, gran parte della quale rimase incollata alla televisione per seguire l'evento. Lo sbarco fu anche il coronamento di un sogno per Neil Armstrong e Buzz Aldrin, ma fu pure una tappa destinata ad ingigantire la lotta per la supremazia dello spazio tra le due superpotenze Stati Uniti e Russia. Le prime gallerie contengono giornali, fotografie, riviste, cimeli di quegli anni e si ha una percezione evidente di come nelle due nazioni era vissuta la conquista dell'ultima frontiera.

Alla mostra si accede attraverso la prima galleria chiamata Gantry Entrance costituita da una passerella in metallo, la stessa che gli astronauti utilizzavano per salire sul mezzo che li avrebbe portati nello spazio; la seconda Sognatori coloro che per primi hanno immaginato di raggiungere astri e pianeti lontani, da Luciano di Samosata, che nel secondo secolo a.C. si era immaginato un viaggio sulla Luna e l’incontro con forme di vita extra terrestri, a Leonardo Da Vinci, con i suoi progetti futuristici di volo, dalle scoperte di Copernico e Galileo, fino alle narrazioni di Jules Verne, la terza Corsa allo Spazio, con una raccolta di cimeli, copertine, video, modellini e scritti. Il periodo temporale va dalla a Seconda Guerra Mondiale, momento in cui, per motivi bellici, sono stati compiuti enormi scoperte in ambito tecnologico; dai motori dei jet a quelli spaziali, per giungere alla fine degli anni ’50 quando tutto è diventato realtà con il lancio dello Sputnik sovietico, avvenuto nel 1957. Qui è molto evidente come la tecnologia spaziale fu il mezzo attraverso il quale si accentuò una rivalità tecnologica ed ideologica tra le due superpotenze.

La quarta sezione della mostra è rivolta ai Pionieri ed ospita le immagini e le opere di chi per primo lavorò su quella che oggi è considerata la moderna tecnologia spaziale, dal fisico Hermann Oberth al matematico Konstantin Tsiolkovsky. In un pannello che racconta la storia di quest'ultimo è riportata anche la sua più celebre frase “La Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere per sempre in una culla”.

La quinta è intitolata Resistenza dove l’attenzione è rivolta alla preparazione fisica e psicologica degli astronauti. Qui si capisce quanto lo spazio sia un ambiente ostile, per questo le missioni spaziali richiedono forti doti di resistenza fisica e mentale, ma unite anche ad una grande ingegnosità. Questa galleria permetterà di osservare da vicino i kit personali, il cibo liofilizzato, le tute spaziali, gli spazzolini da denti, modelli in scala del Lunar Rover Veichle americano, utilizzato sulla luna per il trasporto degli astronauti nelle ultime missioni Apollo e di Lunochod, il rover robotico lunare russo. Raccoglie tutto ciò che gli astronauti hanno indossato, utilizzato durante le missioni spaziali.

Innovazione, è l'ultima sezione ed espone una serie di navicelle spaziali a grandezza naturale dalle capsule Mercury, Gemini ed Apollo, la ricostruzione delle sezioni “abitate” dello Space Shuttle Atlantis, l’interno del modulo di comando dell’Apollo ed inoltre, per i più coraggiosi la possibilità di accedere a un simulatore per addestramento utilizzato nel Programma Apollo. Sarà possibile visionare i principali pannelli di controllo, ripostigli per le attrezzature, comandi, display, impianti di guida e navigazione oltre ai comparti per il cibo ed un impianto per il trattamento dei rifiuti.

Questa mostra può risultare un grande atlante, un mezzo per avvicinarsi a ciò che ha sempre affascinato ognuno di noi. Forse come Cristoforo Colombo che nel 1492 scoprì l'America, qualcuno un giorno riuscirà a calpestare il suolo del pianeta rosso così come avvenne nel 1969 per Armstrong e Aldrin sulla luna. Magari per le future generazioni sarà possibile accostarsi a questo mondo direttamente vivendolo in prima persona e non, come noi oggi, attraverso una mostra itinerante.

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