Lecco, 09 gennaio 2017   |  

Ragni di Lecco di nuovo alla conquista della Patagonia

Matteo Della Bordella, Matteo Bernasconi e David Bacci proveranno ad aprire una nuova via sul Cerro Murallón

della bordella bacci fitz roy

Inizia domani una nuova avventura dei Ragni di Lecco in Patagonia. I maglioni rossi Matteo Della Bordella, Matteo Bernasconi e David Bacci proveranno infatti ad aprire una nuova via sul Cerro Murallón. Una montagna di 2885 metri al confine tra Argentina e Cile, scalata per la prima volta nel 1984 proprio dai Ragni Carlo Aldé, Casimiro Ferrari e Paolo Vitali.

Da allora sono state aperte soltanto altre due vie e tra gli obiettivi del terzetto lecchese potrebbe esserci anche la ripetizione in “libera” della via dedicata a Carlo Mauri e Benvenuto Laritti.

Dopo le imprese alla Torre Egger e al Fitz Roy degli scorsi anni i Ragni dovrebbero essere impegnati per circa un mese su questa montagna, molto tecnica e isolata. «La logistica di questa spedizione – aveva spiegato il presidente dei Ragni Fabio Palma – è molto difficile perché il Cerro Murallón richiede tra i 3 e i 5 giorni di avvicinamento e quindi i ragazzi dovranno stare per lunghi periodi alla base della parete. Inoltre ciascuno degli scalatori ha anche dei progetti personali che arricchiranno la spedizione».

Il Cerro Murallón è da tempo nei pensieri dei maglioni rossi, come spiega Della Bordella: «Sette anni fa, prima di partire per la Torre Egger eravamo indecisi sul nostro obiettivo. Il Cerro Murallón era uno degli obiettivi possibili, ma ai tempi fu scartato a causa di una logistica troppo complessa per sole due persone e con poca esperienza alle spalle. Per il Murallón non ti puoi appoggiare al Paese di Chalten e quindi, questa montagna ha conservato fino ad oggi quel carattere selvaggio, aspro e remoto che aveva anche 40 o più anni fa».

Non solo difficoltà alpinistiche: «Sarà una sfida di un livello superiore anche per lo stile che intendiamo adottare: saremo in 3 in totale autonomia, senza aiuti esterni e scaleremo in stile alpino, senza fissare corde avendo in totale un mese di tempo per la nostra spedizione. Via nuova oppure ripetizione della via dei Ragni? Impossibile decidere adesso, puntiamo ad arrivare in cima a questa montagna nel modo più audace ma anche sensato rispetto alle condizioni che incontreremo».

Una seconda spedizione dei Ragni partirà nelle prossime settimane e vedrà Luca Schiera e Paolo Marazzi avventurarsi nella valle del Rio Turbio, puntando all'obiettivo di una parete ancora vergine chiamata Mariposa. Ci troviamo in Argentina, nella zona di Bariloche, 700 chilometri più a Nord dal Cerro Torre, ovvero della zona alpinisticamente più famosa della Patagonia. Per raggiungere questa parete di 1.100 metri circa, sormontata da una calotta di ghiaccio e con una vetta che si aggira tra i 2.500 e i 3.000 metri, i due Ragni dovranno attraversare un lago in barca, trasportare il materiale con dei cavalli e completare un percorso che in 3-7 giorni li poterà al campo base. Un altro lago da attraversare con dei piccoli canotti li separerà dalla parete.

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