Lecco, 31 gennaio 2018   |  

Questione rifiuti, spia di un problema più generale

di Giulio Boscagli

La politica torni a svolgere fino in fondo il proprio ruolo al servizio dei cittadini e non delle sole aziende del settore.

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I cittadini di Lecco e di altri paesi del territorio sono stati ( e in parte sono ancora) alle prese con il disordine riscontrato nella raccolta dei rifiuti a causa delle modifiche apportate dalle diverse amministrazioni. Dopo un tempo in cui l’equilibrio sembrava essere stato raggiunto nella separazione delle diverse tipologie (vetro, umido indifferenziato, sacco viola) la richiesta di separare carta e cartone dalle altre componenti del sacco viola è stata di difficile comprensione e ha provocato i disagi di cui si diceva. Queste note non vogliono occuparsi della soluzione migliore del problema ( del resto sono già previsti incontri di chiarimento e modifiche alla raccolta) quanto piuttosto riflettere su un paio di conseguenze che la questione ha evidenziato.

La prima è la più grave: di fronte alle difficoltà di recepimento delle nuove norme i responsabili della raccolta (azienda e amministrazioni) hanno serenamente affermato che la richiesta del nuovo metodo di raccolta è stata fatta dalla aziende e/o consorzi che poi separano, riciclano riutilizzano i rifiuti. Non entro nel merito di leggi e disposizioni europee, nazionali o regionali che impongono la raccolta differenziata e il recupero delle diverse materie, credo che sia un percorso giusto.

Quello che resta da definire, tuttavia, è la parte che deve essere affidata alle diverse imprese del riciclo e quello che deve essere richiesto ai cittadini. Questa scelta è solo ed esclusivamente una scelta politica e deve spettare agli amministratori eletti e non alle aziende. Purtroppo quest’ultima è una tendenza che sta crescendo anche per una diffusa debolezza della politica.

Noi eleggiamo i sindaci perché la nostra città sia, anche, ordinata e pulita ma il come farlo viene deciso dalle aziende concessionarie? C’è qualcosa che non va in questo e la difficile ricezione da parte delle persone di ogni nuova modifica dovrebbe fare riflettere. Abbiamo visto il mancato ritiro di sacchi viola per la presenza di piccole quantità di carta introdotte per il motivo che il consorzio che ricicla la plastica non accetta di dover selezionare ulteriormente.

Tocca alla politica richiedere che le aziende si attrezzino per recuperare i diversi materiali senza appesantire oltre il lecito il compito delle famiglie. Ci sono macchinari che sono capaci di dare la caccia alle terre rare e preziose presenti in particelle infinitesimali nelle apparecchiature elettroniche e non possiamo chiedere attrezzature capaci di separare materiali così grossolani?

La seconda questione è grave ma allo stesso tempo presenta aspetti ridicoli. Quando sento un assessore, cioè un amministratore che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, minacciare sanzioni ai cittadini che sbagliano , di indagini della polizia locale nei sacchi per individuare non solo gli eventuali errori ma addirittura per poter risalire al responsabile dell’errore, mi chiedo quale consapevolezza ci sia della vita di una famiglia normale e, ancor di più, se non si stia perdendo il senso del limite e del buon gusto. Quando si somma al potere tecnologico una politica autoreferenziale ci si incammina verso una tecnocrazia che non promette nulla di buono.

Mi aspetto quindi che almeno nel prossimo rinnovo degli appalti la politica torni a svolgere fino in fondo il proprio ruolo al servizio dei cittadini e non delle sole aziende del settore.

Non va mai dimenticata poi una buona regola della politica e dell’amministrazione: se i cittadini non accolgono cordialmente un provvedimento anche dopo averlo spiegato e rispiegato, occorre prendere atto che la colpa non è dei cittadini.

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