Lecco, 23 agosto 2018   |  

"Quelli che selezionano tra persone e risorse"

Paolo Trezzi: "Per loro l’essere umano non è sacro e non ha valore in sé, ma è occasione per fare comodamente, cretinamente, di tutta l'erba un fascio".

paolo trezzi

Paolo Trezzi

Cara Resegoneonline

Si tace per pazienza, per tolleranza, perché non vale la pena mettersi contro i cretini. Ma la pena che fanno i cretini, a volte, va detta.

E oggi è una di queste.

Chiamare i migranti con la volontà di essere volutamente dispregiativi, in maniera gretta, offensiva e ignorante, come lo è sempre la becera propaganda, col nome di "risorse" per approfittare di comportamenti si deplorevoli come quelli di sfondare una porta a mazzate, ma volutamente e ignorantemente sovrapponendo in un tutt'uno il fare con l'essere, è un comportamento che fa pena.

Questi che, infatti, chiamano gli "esseri umani" i "volti", sempre "risorse" volutamente in maniera dispregiativa, perché per loro l’essere umano non è sacro e non ha valore in sé, ma è occasione per fare comodamente, cretinamente, di tutta l'erba un fascio, ogni tanto, appunto come ora, gli va detta la pena che ci fanno.

La pena anche per il loro unico interesse, quello di provare a trarre sempre il massimo beneficio personale, da ogni episodio, avvenimento. Come sempre.

Che sia un richiedente asilo, una persona con disturbi psicologici, che sia un'ambulanza da gettarsi sopra e mai sotto, che sia una lapide, che sia, comunque, un modo superficiale ma che parli alla pancia delle persone ect.

Ergo, quelli come loro, che chiamano "risorse" per giunta con volontà dispregiativa, in maniera gretta e ignorante, come lo è sempre la becera propaganda, sono dei cretini.

Istruiti, ma pur sempre cretini. E la pena che fanno i cretini, a volte, va detta.

Come questa volta.

Paolo Trezzi

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