Milano, 21 febbraio 2021   |  

Quaresima, appello dell'Arcivescovo Delpini dal Duomo

«Quaresima, tempo propizio per la ricostruzione di una società travolta dall'epidemia»

Mons. Mario Delpini

La Quaresima sia il tempo propizio per «la pratica della carità lungimirante che è la carità politica, la dedizione responsabile al servizio del bene comune in una società che affronta la sfida di una ricostruzione di molti aspetti travolti dall’epidemia». Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, celebrando oggi in Duomo la Messa per la prima domenica di Quaresima, conclusasi con il Rito dell’Imposizione delle ceneri.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha inoltre auspicato che i fedeli approfittino del “tempo santo” in cui si preparano a celebrare la Pasqua per «accogliere la parola che invita a conversione», per praticare «il buon vicinato, il perdono vicendevole in famiglia, nei rapporti della quotidianità», per vivere la «compassione per ogni miseria che affligge l’umanità» e perciò diventare solidali «con tutti i popoli» e avere «cura per la casa comune».

Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato che «nel deserto dei quaranta giorni si confrontano e si sfidano le due scelte opposte a proposito del vivere: quella del tentatore, che presenta come desiderabile un vivere che si concentri su di sé, sul pane, sul potere, sul prestigio; quella del Signore Gesù, che vive della parola che esce dalla bocca di Dio».

Al vivere una «vita che si disfa» che è un «morire un po’ alla volta», i credenti preferiscono la «vita che rende lieti», «fieri di essere vivi».

Nell’omelia l’Arcivescovo ha anche ricordato il ciclo di meditazioni “Epiousios, il pane di oggi”, un appuntamento quotidiano che si terrà da oggi fino al mercoledì della Settimana Santa ogni sera alle 20.32 e sarà trasmesso attraverso i social e i media diocesani.

«La preghiera che Gesù insegna ai suoi discepoli - ha spiegato l’Arcivescovo - insegna a invocare il pane quotidiano. Ma l’espressione scelta dagli evangelisti è misteriosa. È il pane che è necessario oggi (in greco epiousios, ndr), ma un pane che non è solo “cosa”, ma sostanza di vita. Nella preghiera della sera che desidero condividere con tutti, vorrei condividere un po’ di questo pane».

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