Lecco, 06 marzo 2019   |  

Quaresima al cinema: lo spirito del lavoro ne "Il fattore umano"

di Stefano Scaccabarozzi

Un viaggio alla ricerca degli uomini e delle donne che innovano, che lottano per il futuro e non dimenticano che al centro del lavoro c’è l’essere umano.

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Con la pellicola “Il fattore umano - Lo spirito del lavoro" si è aperta ieri sera al Cenacolo Francescano la rassegna "Ma che film la vita! Il cinema interroga Lecco", organizzata da Confcommercio Lecco e Parrocchia di San Nicolò. Il cineforum è stato pensato per il periodo di Quaresima con l'obiettivo di "leggere la città" dialogando a tu per tu con i registi, con gli esperti e con i cittadini.

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Il regista Giacomo Gatti

Diretto da Giacomo Gatti, “Il fattore umano” racconta un viaggio alla ricerca degli uomini e delle donne che innovano, che lottano per il futuro e non dimenticano che al centro del lavoro c’è l’essere umano: dai viticoltori del Trentino agli operai delle catene di montaggio, dalle famiglie di tradizione imprenditoriale ai giovani sviluppatori di start-up, dai chirurghi che testano mani bio-robotiche al sacerdote che crea posti di lavoro nel Rione Sanità.

Il film - che ha preso parte alla XIII Festa del Cinema di Roma (sezione Risonanze), al Festival Glocal di Varese e alla XXII Tertio Millennio Film Fest (evento speciale presso la Filmoteca Vaticana) - è stato introdotto da Peppino Ciresa e dal prevosto mons. Davide Milani. Al termine della proiezione sul palco del Cenacolo il regista Gatti con Angelo Belgeri, vicepresidente di Confcommercio Lecco, imprenditore e presidente di Lecco100 e Matteo Ripamonti, già sindacalista Cisl, con incarichi nel Fondo Famiglia e Lavoro della Diocesi e responsabile Fondo Solidarietà al Lavoro di Lecco.

DSCN2359Gatti, già collaboratore alla regia di Ermanno Olmi in pellicole come "Rupi del Vino", "Il pianeta che ci ospita", "Vedete, sono uno di voi" e autore di pellicole come "Michelangelo, il cuore e la pietra" o "Palladio", spiega così la propria opera: «Ogni giorno si compie un piccolo miracolo, con persone che si alzano presto, portano i figli a scuola e vanno a lavorare dedicando gran parte della propria attività a ciò che gli permette di acquisire dignità e una situazione di benessere. Il cuore del film è la domanda “Adamo, dove sei?”, cioè il tema della responsabilità degli imprenditori, ma anche in ciascuno di noi che magari abbiamo una piccola mansione che però ci rende corresponsabili. E quindi cercando un valore maggiore di quello che è il semplice stipendio, potremmo essere meno corresponsabile di cattive forme di economia».

DSCN2356Un progetto che ha visto l'azienda Inaz nel ruolo di produttore: «Inizialmente – spiega il regista – avrebbe dovuto essere un lavoro per festeggiare i 70 anni dell'impresa. Strada facendo si è deciso che Inaz avrebbe fatto da mecenate di un film con cui raccontare il lavoro attraverso un viaggio in Italia. Siamo partiti da realtà di eccellenza di loro conoscenza, aziende che oltre a fare utili avevano comprovati requisiti di nobiltà ed erano casi di studio. Poi abbiamo cercato storie parallele arrivando fino al rione Sanità per parlare anche del sociale. Abbiamo così deciso di andare in una ventina di realtà e farci raccontare cos'è il lavoro quotidiano da parte delle persone semplici che lo fanno: dalla ragazza down che rifà i letti, al manager».

Il mini-cineforum proseguirà con "Pitza e Datteri" il 12 marzo, "Un giorno all'improvviso" il 2 aprile e "Camorra" il 9 aprile). La rassegna, a ingresso libero, vede la collaborazione anche della Fondazione Ente dello Spettacolo

akakssa

 

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