Lecco, 18 settembre 2017   |  

"Quando la volgarità ostentata diventa regola di vita sociale normale"

di Mario Stojanovic

"Paghiamo il prezzo di una libertà fondata non sulla pietra ma sulla sabbia dei sogni virtuali".

cellulari

Basta fare un giro anche nella nostra città di Lecco, nelle ore in cui c'è più afflusso di ragazzi e ragazze di età adolescenziale, per renderci conto di come alcuni di loro dimostrino un livello educativo, un modo di parlare e di provocare preoccupante, come se volgarità ostentata fosse diventata regola di vita sociale.

Questa non è libertà intesa in senso civico, come dovrebbe essere secondo i canoni familiari o scolastici o etici. A questi ragazzi, anche loro vittime, vengono infatti proposti modelli sbagliati: la libertà viene portata all'esasperazione e i mondi dorati costruiti con soldi facili esaltati. Un tempo si facevano sacrifici per dare cultura ai figli, mentre oggi si fanno per dare loro il superfluo, oppure ciò che non li aiuta a crescere umanamente.

Oggi i nostri ragazzi vengono violentati mentalmente e rovinati per tutta la vita dai mezzi di comunicazione gestiti da persone che vogliono solo far soldi, ignorando il rispetto per chi è più debole, che invece assorbe come spugna e non riescono a capire ciò che è bene o male. Un esempio sembra essere la storia che i telegiornali di questi ultimi giorni non fanno altro che propinarci: il caso della povera Noemi, la giovane che sarebbe stata uccisa a 16 anni dal fidanzato. Un omocidio che sembrerebbe essere stato commesso per banalità, figlio di uno stile di vita che porta allo svuotamento dell anima.

L'amore vero non è divertimento, ma perdono, comprensione e rispetto reciproco. E allora per i nostri figli bisognerebbe alzare il livello culturale ed educativo, partendo dall'esempio che diamo noi adulti. Purtroppo temo che ora possa essere già troppo tardi: non era questo il mondo che volevamo lasciare ai nostri ragazzi, ma paghiamo il prezzo di una libertà fondata non sulla pietra ma sulla sabbia dei sogni virtuali.

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