Lecco, 07 ottobre 2017   |  

"Prudenza, coraggio e tenerezza: il messaggio del Papa ai sindaci"

Brivio: Se la prudenza è la contingenza del presente, il coraggio diventa essenziale per aprirsi al futuro.

sindaci dal papa

Virginio Brivio, primo cittadino di Lecco, dalla sua newletter condivide impressioni dell'udienza in cui Papa Francesco ha incontrato i sindaci italiani.

Sottotraccia sul piano mediatico l'incontro dei sindaci con Papa Francesco ha lasciato segni profondi. Al di là delle emozioni e del clima intenso proprio di queste udienze/incontri, sono scaturiti messaggi che hanno colto nel vivo della società e del ruolo di responsabilità che il pubblico amministratore è chiamato a recepire in un mondo che muta a ritmi progressivamente accelerati. Solo, da parte mia, un riconoscimento alla acutezza e alla incisività delle parole che il Papa ha rivolto. Un trittico articolato in prudenza, coraggio e tenerezza, doti e virtù che un sindaco in particolare (e un amministratore in genere) deve possedere ed affinare se vuole governare una città, quale che sia la sua dimensione, avendone a cuore non il perimetro ma la Comunità.

C'è un una sequenza temporale che va colta: la prudenza non va intesa in senso di “Aventino”, ma di capacità di calibrare gli interventi dell'oggi, tenendo conto della sensibilità dei cittadini, giustamente attenti ai fenomeni tipici del nostro tempo, tra i quali l'immigrazione e l'integrazione. Scelte drastiche, improvvisate e di pancia possono avere un effetto boomerang. Se la prudenza è la contingenza del presente, il coraggio diventa essenziale per aprirsi al futuro. Senza sogni audaci, quale orientamento si dischiude soprattutto per i nostri giovani? Quanto mai azzeccato il richiamo a politiche che si pongano in sintonia con le dinamiche del nostro tempo e delle stagioni che verranno.

Ma questi due principi guida rischierebbero l'astrattezza dei provvedimenti se non fossero accompagnati da un terzo requisito suggerito con forza e sobrietà da Papa Francesco: la tenerezza, che deve essere una chiave per avvicinarsi al cuore dei cittadini. Nei momenti di difficoltà occorre andare oltre il sorriso o la pacca sulle spalle o la generica dialettica politica e amministrativa. Io per tenerezza intendo capire le ragioni e le ansie di ciascun cittadino, quale che sia il ceto e l'anagrafe e perciò accetto volentieri l'accusa di chi ritiene che dedichi troppo tempo all'ascolto e che sia presente in incontri dove magari potrei delegare qualcuno. Penso che un tocco di umanità valga più di una algida efficienza.

Chiudo con un pensiero e un impegno che vorrei, anche alla luce delle parole di Papa Francesco, che mi ispirasse nella mia vita pubblica e privata: “io non vorrei mai che qualcuno passasse accanto a me inutilmente”.

All’udienza con il Santo Padre ho preso parte insieme a 150 miei colleghi sindaci che si stanno adoperando nel difficile percorso dell’accoglienza insieme a tante associazioni e cittadini che non si sono voltati dall’altra parte, ma hanno condiviso con noi obiettivi e progetti. A Lecco in tanti si sono dati da fare e sono stati vicini ai migranti, ad esempio con gli inviti ai pranzi di Natale in famiglia o con momenti didattici e ricreativi.

Tra questi, l’associazione “Lezioni al Campo” che ha raccolto nell’opuscolo dal titolo “Vorrei una vita bella in tutti i Paesi. Così possiamo restare a casa nostra” alcune preziose testimonianze che ho donato a Papa Francesco come segno di una Comunità attenta e attiva. Vi invito poi a leggere qui il discorso che Antonio Decaro, presidente nazionale di ANCI ha letto per tutti noi a Papa Francesco, di cui vi segnalo il profondo discorso alla nostra delegazione. Parole che non vi lasceranno indifferenti.

Virginio Brivio

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