Lecco, 29 dicembre 2016   |  
Politica   |  Provincia

Province. “Democrazia è Partecipazione”: ridare la parola ai cittadini

di Stefano Scaccabarozzi

La lista di “sinistra” si presenta: necessario denunciare che quest'ente senza risorse non può continuare a esistere

lista democrazia e partecipazione

Alternativi al Pd, di estrazione di sinistra e con il minimo comun denominatore di aver sostenuto il no al referendum costituzionale e dunque di denunciare con forza la necessità di rimettere mano alla legge Delrio sulle province. Sono queste le caratteristiche con cui si presentano i sei esponenti della lista “Democrazia è Partecipazione” in corsa per il rinnovo del consiglio provinciale in programma l'8 gennaio con voto indiretto, cioè soltanto di consiglieri comunali e sindaci del territorio.

A comporre la lista sono: Alberto Anghileri (consigliere comunale di Lecco), Enrico Beretta (consigliere comunale di Missaglia), Sergio Brambilla (sindaco di Valgreghentino e consigliere provinciale uscente), Maria Grazia Caglio (consigliere Comunale di Osnago), Paolo Dell'Oro (consigliere comunale di Ballabio) e Marco Longoni (consigliere comunale di Annone Brianza.

«Se saremo eletti in consiglio provinciale – spiega Tino Magni, coordinatore della lista – faremo una battaglia per ripristinare la volontà popolare. Siamo tutti d'accordo che serva un ente intermedio sopra i comuni, ma deve avere le risorse per funzionare. Lecco, anche quando era parte della provincia di Como, ha sempre avuto una sua identità. Oggi il rischio è quello di perderla, perché Regione Lombardia ha imposto alleanze tra istituzioni a geometrie variabili in materi di Aler, sanità, trasporti, scuola...».

La lista “Democrazia è Partecipazione” si propone con una chiara posizione sulle Province: «Tutti dicono che le cose non funzionano, ma nessuno lo denuncia chiaramente. Con questi enti di secondo livello sembra che la politica non ci sia, invece c'è ma viene fatta da un'altra parte e poi applicata nell'ente. Le Province hanno ancora funzioni importanti non dimentichiamolo. Inoltre è in atto una privatizzazione dei servizi: mettere in difficoltà il pubblico con una privatizzazione strisciante è il progetto, noi non vogliamo essere partecipi e accondiscendenti».

Tra i membri della lista anche Sergio Brambilla, sindaco di Valgreghentino e consigliere provinciale uscente proprio della lista che ha sostenuto il presidente Polano: «In due anni a causa della mancanza di risorse si è riusciti a fare poco. Noi non ci stiamo più in questa situazione in cui si cerca di vivacchiare, quasi per non disturbare il manovratore. Bisogna denunciare in maniera chiara che la Provincia così non può continuare a esistere: in una territorio come Lecco è un ente fondamentale come perno tra piccoli comuni e regione, ma servono le risorse. Oggi i consiglieri con delega lavorano con pochi soldi, poco tempo e personale dimezzato»

Per Marco Longoni è necessario ridare ai cittadini sia la possibilità di votare, sia di candidarsi per le Province: «Ci presentiamo a queste elezioni che contestiamo, ne avevamo chiesto la sospensione, per una questione di legalità: attendiamo un intervento a breve del legislatore che risolva questa problematica. Nel nostra programma sono presenti riferimenti specifici a temi che negli ultimi anni hanno creato movimentazione civica: dai beni comuni come acqua e rifiuti al teleriscaldamento».

La lista “Democrazia è Partecipazione” mira dunque a conquistare voti sia in campo civico che alla “sinistra del Pd”, con il rischio di suddividere questo bacino di voti con la lista “La nostra provincia”, nata da una serie di esperienze di movimenti civici: «quando a novembre ci siamo trovati per partire – spiega Alberto Anghileri – abbiamo contattato tutti i consiglieri comunali della nostra area. Poi si è scoperto che un gruppetto si era già messo in proprio. Il rischio di mangiarsi i voti a vicenda c'è, vedremo cosa succede».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

Social

newTwitter newYouTube newFB