Lecco, 29 aprile 2017   |  

Primo Maggio. Brivio: il lavoro non va solo cercato, ma creato

Il sindaco id Lecco: capire se e come si possano avviare o incentivare nuovi mestieri, nuove professioni, nuove imprese

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In vista della festa dei lavoratori di lunedì Primo Maggio, il sindaco di Lecco Virginio Brivio interviene dalla sua newsletter sul tema del lavoro.

Se c’è un tema che riguarda l’intera comunità e chiama in causa, a vario titolo, Istituzioni, forze sociali ed economiche, famiglia e scuola, è certamente il lavoro.

Un’ovvietà, direte, ma non se ne parla mai abbastanza, almeno finché non si riuscirà ad arginare la disoccupazione, specie quella giovanile. Mentre i partiti dibattono di legge elettorale, di voto, di alleanze future (argomenti necessari in un sistema democratico) i cittadini sono alle prese con le conseguenze di una crisi mai così profonda e duratura.

Il Comune non ha tra i suoi compiti quello di occuparsi in senso stretto del lavoro, ma ha il dovere di interessarsi della qualità della vita della sua comunità e se il lavoro è precario, o peggio, assente, va da sé che viene compromessa non solo la qualità della vita dei soggetti interessati, ma anche del “circuito” umano che sta intorno.

Guardando gli ultimi dati (proprio in questi giorni è stato reso noto il 7° Rapporto dell’Osservatorio provinciale del Mercato del lavoro in Provincia di Lecco disponibile sul sito della Camera di Commercio, che vi invito a leggere per un maggior approfondimento) si intravede un baluginio che ci conforta, ma che assolutamente non basta. Non volendo entrare nel merito stretto dei numeri e della situazione specifica dei singoli segmenti, compito che svolgono bene le associazioni di categoria e le OOSS, mi permetto di dire che l’attenzione e l’impegno del Comune non possono che essere rivolti al mondo giovanile.

Sovente si verifica che i giovani continuino gli studi per mancanza di opportunità e che una volta raggiunti il diploma o la laurea, breve o magistrale, si ritorna in un limbo che è l’anticamera di un malessere talvolta di preoccupante portata. Il mercato lecchese non è in grado di assorbire il sempre più variegato e molteplice mondo dei neo-laureati e ancora sono troppi i lecchesi costretti a uscire dai confini provinciali per un posto di lavoro non sempre gratificante.

Non ho ricette né il potere di risolvere sia pure in parte questo mondo che strangola lo sviluppo e i sentimenti stessi della comunità. Mi permetto tuttavia di indicare una delle vie che hanno caratterizzato la peculiarità della città e del territorio. Mi riferisco all’equazione scuola-lavoro. E’ stato nel passato il cardine della nostra vitalità sociale ed economica: basti pensare agli istituti tecnici che assicuravano il posto di lavoro alla quasi totalità degli studenti e più di recente al meritorio Politecnico.

Ora si tratta di aggiustare questo schema e di fare un censimento, una radiografia del momento presente per capire se e come si possano avviare o incentivare nuovi mestieri, nuove professioni, nuove imprese! E’ un’azione che non può essere condotta da singoli soggetti, ma che può trovare nelle opinioni e nelle spinte proprie di ciascuna forza, la chiave per una via lecchese che seppe caratterizzarsi nel solco di quelle tradizioni laboriose che fecero di Lecco un’isola felice.

Nacquero aziende capaci non solo di reggere il mercato, ma di guidarlo. Ed è da quell’universo che prendiamo a prestito ed aggrediamo l’idea che oggi, a Lecco come altrove, il lavoro non solo lo si cerca ma lo si crea! E’ questo per noi il cardine, se non il messaggio, per un 1° maggio non da celebrare in sé, ma da vivere in prospettiva e con rinnovato impegno!

Virginio Brivio

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24 Giugno 1910 è fondata a Milano la Anonima lombarda fabbrica automobili, ovvero l'Alfa Romeo.

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