Lecco, 13 febbraio 2018   |  

Previste 8mila nuove assunzioni: una su tre riguarda i giovani

Si conferma la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa rispetto a Lombardia e Italia

sicurezza sul lavoro

Nel 1° trimestre 2018, le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 8.030 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 16,5% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 270.000, e a livello nazionale oltre 1.200.000. Questi dati emergono dalla nuova indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Con riferimento alle 3.860 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi per il mese di gennaio 2018, si riduce drasticamente la quota che riguarda lavoratori dipendenti (41,1% contro il 79,1% registrato a dicembre); la quota rimane inferiore sia al dato regionale che a quello nazionale (54,8% e 58%, anch’esse in considerevole riduzione rispetto a dicembre: la quota di assunzioni di personale dipendente si era attestata rispettivamente all’81,7% e all’84,3%). Si conferma dunque la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa rispetto a Lombardia e Italia.

Rispetto alle previsioni di dicembre, la quota delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato sale dal 29,2% al 38,3%; rimane stabile la quota dei contratti di apprendistato (7,4%); la percentuale dei contratti a tempo determinato diminuisce dal 59,2% al 51,1%, mentre quella delle altre forme cala di un punto (dal 4% al 3%)2.

A gennaio, secondo le indicazioni delle aziende intervistate, le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto “manifatturiero” e “costruzioni” (rispettivamente 51,9% e 38%); viceversa, i “servizi alle persone” e il “turismo” si confermano i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 63,7% e 57,4%) anche se, rispetto alla rilevazione di dicembre, le quote scendono (erano superiori al 70% per entrambi i settori). Nel turismo si evidenzia anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali, con quota raddoppiata rispetto alla scorsa rilevazione (dal 12% al 24%).

La “vocazione manifatturiera” del nostro territorio continua ad essere evidente e la quota di assunzioni previste a gennaio nel settore secondario sale al 47,9% (contro il 39,3% del mese precedente). Lecco occupa la terza posizione tra le province lombarde, dopo Lodi e Mantova, e viceversa si classifica al penultimo posto regionale per quota di nuovi ingressi nel terziario (precedendo solo Lodi), peraltro con un significativo decremento: dal 61,6% di dicembre al 46,4% di gennaio1. Diminuisce leggermente anche la quota di assunzioni nelle costruzioni (dal 6,3% al 5,7%, valore inferiore sia alla media lombarda che italiana: rispettivamente 6,3% e 7,3%).

Rispetto a dicembre sale la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 35,9% al 39,6%): percentuale superiore sia alla media regionale, che a quella italiana (rispettivamente 38% e 35,5%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso dell’“area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (1.570 assunzioni, di cui il 37,7% “under 29”), delle “aree commerciali e della vendita” (810 unità, di cui il 44,2% sotto i 29 anni), delle “aree tecniche e della progettazione” (570 ingressi programmati, di cui il 42,5% giovani) e delle “aree della logistica” (440 nuove assunzioni, di cui il 31,3% “under 29”).

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. A gennaio lo loro quota è pari al 29,6% delle assunzioni previste da aziende lecchesi (contro il 28,7% di dicembre); il dato del nostro territorio rimane superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (attestate rispettivamente a 25,4% e a 25,1%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (26,8%, pari a 420 figure), “aree commerciali e della vendita” (36,9%, pari a 300 unità) e “aree tecniche e della progettazione” (49,2%, pari a 280 posizioni). Le difficoltà di reperimento riguardano nel complesso quasi un terzo dei 590 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (9,8%) e la scarsa preparazione dei candidati (15,3%).

Anche a gennaio, la quota di personale di genere espressamente femminile ricercato dalle imprese lecchesi si conferma superiore alla media regionale (Lecco, 13,8%; Lombardia, 12,4%) ed in linea con il dato nazionale (13,7%) (cfr. tabella 6 allegato statistico). Considerando anche le assunzioni per cui le imprese giudicano indifferente la tipologia di candidati (uomo o donna), la quota raddoppia.

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