Lecco, 09 luglio 2018   |  

Possibile la trasmissione della fattura elettronica con un «minimo ritardo»

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

LAgenzia delle Entrate ha diffuso la circolare 2 luglio 2018 n. 13, contenente una serie di importanti e attesi chiarimenti.

agenzia entrate fg 3 1 2622369649 3 1 2761372712 3 1 3007288817 3 2 45669732 3 2 436170508 3 2 574880446 3 2 2629803017

A pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che proroga la fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti per motori presso gli impianti stradali di distribuzione, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare 2 luglio 2018 n. 13, contenente una serie di importanti e attesi chiarimenti.

Uno degli aspetti più delicati che da più parti avevano suscitato perplessità riguardava il termine ultimo di trasmissione delle fatture al Sistema di Interscambio.

In assenza di una deroga al disposto di cui all’art. 21 del DPR 633/72, che correla i termini di emissione del documento al momento di effettuazione dell’operazione e di esigibilità dell’imposta, potevano sorgere serie problematiche applicative laddove, per usare le parole dell’Amministrazione finanziaria, “l’iter di emissione, pur tempestivamente avviato” si concludesse “oltre le ore 24 del medesimo giorno”. Nel provvedimento n. 89757/2018 era già stato disposto che dovesse intendersi data di emissione della fattura elettronica quella “riportata nel campo «Data» della sezione «Dati generali» del file della fattura elettronica”. Secondo l’Agenzia se il documento è inviato tempestivamente, i tempi di elaborazione dello stesso, in assenza di scarto, diventano marginali, dal momento che, nella fattura immediata, ciò che rileva è la sola data di “formazione e contestuale invio al SdI”. In fase di prima applicazione delle disposizioni, l’Amministrazione finanziaria precisa, tuttavia, che il file fattura può essere inviato anche con un “minimo ritardo”, che è tale laddove non pregiudichi la corretta liquidazione dell’imposta.

Altro chiarimento di notevole rilievo ha riguardato la questione attinente la datazione e numerazione da attribuire a un documento scartato, al momento del nuovo inoltro. Nel fornire la risposta ai dubbi sorti fra gli operatori di settore, l’Agenzia fa appello alle regole in tema di tenuta di un’ordinata contabilità e ai requisiti previsti per l’emissione registrazione dei documenti. Ricordando la nozione di “identificazione univoca” del documento presente nella risoluzione 10 gennaio 2013 n. 1, viene precisato che la fattura scartata dal SdI andrebbe, preferibilmente, emessa con la data e il numero del documento scartato. Le verifiche sulla nuova fattura non comportano, infatti, il rifiuto della stessa laddove numero e data siano coincidenti rispetto a quella precedentemente scartata.

Tuttavia, qualora ciò non sia possibile, sarà consentita:
l’emissione di una nuova fattura con una diversa data e numerazione, purché risulti un collegamento con il documento precedentemente rifiutato, che renda evidente la tempestività della fattura rispetto all’operazione documentata, o, in alternativa,
l’emissione di una fattura che, pur con data e numero differenti, riporti una numerazione specifica, dalla quale emerga che si è in presenza di un documento rettificativo del precedente (es. fattura 1/R del 10 gennaio 2019 in sostituzione della fattura 1 del 2 gennaio 2019).

Un ulteriore chiarimento operativo ha riguardato le ipotesi di inversione contabile di cui all’art. 17 del DPR 633/72. Secondo le istruzioni dell’Agenzia, l’integrazione potrà avvenire predisponendo un documento da allegare al file della fattura, contenente sia i dati per l’integrazione, che gli estremi della stessa.

Nella circolare n. 13 è stata anche operata un’importante precisazione riguardante l’ambito soggettivo dell’adempimento. Nella decisione di esecuzione UE 2018/593, il Consiglio dell’Unione europea ha concesso all’Italia l’autorizzazione ad applicare la fattura elettronica obbligatoria generalizzata, consentendo che fossero accettati documenti in formato elettronico solo se emessi da soggetti “stabiliti” sul territorio italiano. La normativa interna, novellata dalla legge di bilancio 2018, dispone che l’obbligo di emissione di fatture elettroniche riguardi le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti “residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato”.

L’Agenzia ha peraltro precisato che fra i soggetti “stabiliti” non possono essere inclusi i soggetti residenti che siano meramente identificati nel territorio, a meno che non sia dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione. L’art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015 va dunque interpretato nel senso che solo i soggetti che siano effettivamente “stabiliti” rientrano nel perimetro di applicazione dell’adempimento.

Ulteriori chiarimenti sono stati resi in tema di fatturazione elettronica nella cessione dei carburanti per motori e nell’ambito dei subappalti pubblici. Con riguardo al primo settore, l’Agenzia ha ribadito che la proroga dell’obbligo di fatturazione elettronica al 1° gennaio 2019 riguarda esclusivamente le cessioni presso impianti di distribuzione stradale, non interessando quindi le operazioni intermedie come, ad esempio, quelle poste in essere dal grossista nei confronti del distributore.

È stato precisato, inoltre, che l’obbligo anticipato di emissione di fatture elettroniche non riguarda benzine o gasoli per aeromobili, imbarcazioni, trattori agricoli e, più in generale, carburanti per veicoli diversi da quelli che “circolano normalmente su strada” (cfr. artt. 53, 54 e 55 del DLgs. 285/92). Nel caso in cui, al momento della cessione, non vi sia certezza in ordine alla tipologia e al possibile utilizzo del carburante, occorrerà procedere comunque all’emissione della fattura elettronica.

Quanto ai subappalti pubblici, l’Agenzia ha chiarito che devono essere ricompresi nei nuovi obblighi di fatturazione elettronica i soggetti che abbiano un coinvolgimento diretto nei confronti della stazione appaltante pubblica, che siano titolari di contratti di appalto propriamente detto o coloro che rivestano la qualifica di subcontraenti.

Non possono quindi essere assoggettati all’obbligo, ad esempio, coloro che forniscono beni all’appaltatore senza conoscere l’utilizzo che di tali beni verrà fatto da quest’ultimo.

Sempre in tema di subappalti, l’Amministrazione ha chiarito che non sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° luglio le prestazioni rese nei confronti di committenti che non siano pubbliche amministrazioni, pur essendo da queste controllati o partecipati. L’adempimento anticipato, infine, non si estenderà neppure ai rapporti fra consorzio e consorziante, anche laddove il primo sia tenuto all’obbligo in ragione di un rapporto diretto con la Pubblica Amministrazione.

Da ultimo la circolare conferma la possibilità di conservare copie informatiche delle fatture elettroniche anche in formati diversi dall’XML (es. PDF, JPG, TXT).

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

13 Novembre 2009 la Nasa (l'Ente spaziale statunitense) annuncia ufficialmente che c'è acqua in quantità elevata sulla luna

Social

newTwitter newYouTube newFB