Lecco, 22 maggio 2019   |  

Politecnico e Fand: a Lecco si parla di urbanistica universale

Raccogliere e soddisfare le necessità delle persone con disabilità non sono solo opere di sensibilità, ma permetteranno a tutti di muoversi in libertà.

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I futuri architetti del Corso di Urban design del Politecnico di Lecco, grazie alla disponibilità e sensibilità dei prof. Minucci, della prof. Colucci ed Arch, Schellino, hanno potuto ascoltare dalla viva voce della FAND Provinciale come una progettazione universale possa portare benefici a tutti.

Così nella mattinata del 21 maggio i presenti hanno potuto seguire la relazione in inglese di Michele Corti, architetto dell'ANMIC e FAND Provinciale, che ha esposto il valore di una pianificazione urbana, che tenga conto dei vari aspetti tecnici, non escludendo nella sua attuazione anche il coinvolgimento del tessuto sociale e culturale, indispensabili per una vera inclusione e per una rispettosa convivenza.

Raccogliere e soddisfare le necessità delle persone con disabilità non sono solo opere di sensibilità, ma permetteranno a tutti, donne in gravidanza, mamme con il passeggino, persone con disabilità temporanee, di godere della gioia di muoversi in liberta negli appartamenti fino ai parchi cittadini. Quando si è limitati per qualsiasi ragione a svolgere un'attivita, meglio si comprende chi per una condizione fisica tale impossibilità è permanente. Non è mai superfluo ricordare, quanto ognuno può fare per rendere più semplice la vita agli altri.

Non parcheggiare sui marciapiedi, raccogliere la deiezione dei propri beniamini a quattro zampe, non occupare lo stallo riservato alle persone con disabilità non è favoriire qualcuno, ha dichiarato Silvano Stefanoni, Presidente FAND Lecco, ma comportarsi con civiltà.

Progettare rispettando le normative d'urban design è anche un risparmio per la collettività, perchè evita d'intervenire successivamente con adeguamenti spesso anche poco gradevoli esteticamente. La persona con disabilità è uomo o donna e non esiste il terzo sesso: pertanto non progettare bagni o camere d'albergo appositi con arredi frequentemente di pessimo gusto è già un passo importante verso l'abbattimento delle barriere culturali.

Oggi esistono arredamenti confortevoli per tutti ed all'occorenza adeguati a chi vive una condizione di disabilità. I bagni pubblici dovrebbero essere esclusivamente maschili o femminili ed al loro interno riservarne uno con gli adeguamenti necessari per le persone con disabilità.

Questo corso del Politecnico, offerto per quest'anno in modo sperimentale, verrà riproposto anche nei prossimi anni, in quanto ha dimostrato la sua validità e suscitato interesse. Rendere prima piu visibile e poi sempre più concreta questa architettura universale presso la futura generazione di professionisti contribuisce certamente ad agevolare la libertà ed il piacere di muoversi per studio, lavoro o svago di ogni uomo o donna, giovane o anziano senza discriminazione in Italia, in Europa e nel mondo.

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