Milano, 08 giugno 2017   |  

Più rotaia e meno gomma. Lombardia e Svizzera hanno un piano comune

Una sempre maggiore collaborazione transfrontaliera fra il Pirellone e Canton Ticino porterà vantaggi sia economici sia ambientali. Tutto ruota intorno al progetto AlpTransit

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Veduta aerea del cantiere AlpTransit

Questa mattina, in visita ai cantieri della galleria Monteceneri, il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, e Renzo Simoni, della Direzione Generale di "Alp Transit", hanno voluto ribadire l'impegno di questa importante area strategico-economica, di confine alpino, al trasferimento del maggior volume possibile di traffico dalla strada alla rotaia.

«La Svizzera dimostra come sia utile e importante sviluppare politiche dei trasporti che privilegino lo spostamento del traffico merci da gomma a ferro, con indiscutibili vantaggi sia sotto il profilo ambientale che sotto quello della velocità di spostamento e della mobilità. Anche la Lombardia e l'Italia dovranno investire di più su questo aspetto, consapevoli che nei territori transfrontalieri progetti in questa direzione sono resi di più facile attuazione grazie anche ai fondi europei per la cooperazione transfrontaliera e la coesione territoriale».

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia e della Commissione europea per le politiche di coesione (COTER) Raffaele Cattaneo al termine del visita ai cantieri della Galleria Monte Ceneri.

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Il presidente Cattaneo e il console svizzero Baumann in visita al cantiere Monteceneri

«I lavori procedono nel rispetto dei tempi previsti -ha sottolineato Cattaneo- ed entro il 2020 il sistema Alptransit sarà pienamente operativo. Sul fronte italiano dobbiamo adoperarci per rispettare i tempi di realizzazione per le opere complementari, dall'Arcisate-Stabio a quelle in programma in prossimità dei valichi di Luino, Chiasso e Domodossola, e sono fiducioso che ci riusciremo in modo puntuale».

Sull'importanza di una collaborazione sempre più stretta tra Lombardia e Svizzera si sono soffermati al termine dell'incontro anche il Presidente del Consiglio di Stato del Ticino Manuele Bertoli e il Presidente del Consiglio Cantonale ticinese Walter Gianora.Il responsabile della comunicazione dell'Ufficio federale svizzero dei Trasporti Gregor Saladin ha quindi illustrato le politiche svizzere per i trasporti transfrontalieri. L'Ufficio Federale dei Trasporti ha il compito di pianificare e attuare la politica svizzera nell'ambito dei trasporti pubblici, gestendo ogni anno oltre 442 milioni di viaggiatori e quasi 51 milioni di tonnellate di merci su una rete ferroviaria lunga 3172 chilometri. Come la Lombardia, anche la Svizzera persegue una politica dei trasporti sostenibile, incentrata sul trasferimento del maggior volume di traffico dalla strada alla rotaia.

I cittadini svizzeri hanno confermato ripetutamente questo indirizzo politico nell'ambito di diverse votazioni popolari come quella del 1994, che ha stabilito come il traffico pesante attraverso la Svizzera debba circolare sempre più su rotaia. Ne consegue che entro il 2018 il numero di autocarri in transito sulle Alpi, attualmente di poco superiore al milione all'anno, dovrà scendere sotto le 650mila unità.

Per potenziare la capacità ferroviaria e rendere più rapido ed efficiente il traffico merci, la Svizzera sta realizzando Alptransit, progetto che comprende le tre gallerie Lotschberg (34,6 chilometri, già in funzione dal 2007), San Gottardo (57,1 chilometri, già in funzione dallo scorso 11 dicembre) e Monte Ceneri (15,4 chilometri, in funzione dal 2020).

Il costo complessivo di Alptransit ammonta a circa 22 miliardi e mezzo di euro. La Svizzera ha inoltre già investito altri 42miliardi e 300 milioni di euro nei grossi ampliamenti previsti da Ferrovia 2000, nello sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria SIF che comprende130 progetti, nel raccordo diretto con la rete ferroviaria europea ad alta velocità e lungo l'asse Rotterdam-Anversa-Genova, oltre che nel risanamento fonico delle tratte esistenti.

Negli ultimi cinque anni, come ha sottolineato Gregor Saladin nel suo intervento, il numero di autocarri sugli assi di transito è diminuito quasi del 30%, con benefici conseguenti significativi anche per il traffico viaggiatori che presenta tempi di percorrenza inferiori: senza le misure adottate, si stima che sulle strade svizzere circolerebbero oggi 700mila autocarri in più all'anno.

Al termine dell’incontro è seguita la visita ai cantieri del tunnel del Monte Ceneri insieme al direttore dei lavori Alberto De Col. Con i suoi 15,4 chilometri di lunghezza, la Galleria di base del Monte Ceneri rappresenta, dopo l’apertura della Galleria di base del San Gottardo, il secondo maggiore progetto di galleria della Svizzera. Analogamente alla Galleria di base del San Gottardo, anche quella del Ceneri è costituita da due canne a binario unico, distanziate tra loro di circa 40 metri e collegate l’una all’altra ogni 325 metri attraverso cunicoli trasversali.

Con il completamento dell’opera, unitamente a quella del San Gottardo, si potrà ottenere un’unica linea ferroviaria quasi completamente pianeggiante, in grado di accogliere sul suo percorso treni merci dal peso complessivo di 2mila tonnellate.

A lavori completati, la capacità di traffico merci sarà di 390 treni al giorno a fronte dei 285 di oggi, di cui 170 al valico di Chiasso, 90 al valico di Luino e 130 al valico di Domodossola. Entro fine anno, con un investimento complessivo di 260 milioni di euro, è infine prevista l’attivazione anche della linea Arcisate – Stabio, che grazie all’interscambio di Gallarate consentirà di collegare facilmente l’aeroporto di Malpensa con le principali città della Svizzera centrale e meridionale.

 

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