Lecco, 25 dicembre 2016   |  

Pino Galbani. "Era rimasto un uomo buono"

Paolo Trezzi: ha voluto restare buono, malgrado, anzi proprio perché ha visto l'indicibile del mondo.

PinoGalbani 1rol

Era il giorno di Natale, come oggi, di quarant'anni fa, 39 per la precisione, avevo 7 anni, avevo appena scoperto che il pacchetto senza fiocco di carta rossa era la scatola Lima, un trenino elettrico.
Un desiderio di mesi e mesi, di otto in matematica e piatti sparecchiati.
Al telegiornale, sul primo canale, della piccola televisione in bianco e nero che avevamo in cucina, l’unica, una Telefunken comprata a rate dal Bellomi, finì il mio tempo di bambino. La mia innocenza.
La voce dal televisore annunciava, poco prima di pranzo, che era morto Babbo Natale.
Era morto Charlie Chaplin.
Un simbolo, un uomo giusto.
Un esempio in bianco e nero.
I suoi film muti, le comiche e quel bastone che girava e a te, invece, ogni volta, ti cadeva per terra.
Il suo scarpone che fumava e abbracciava i cuori, ti faceva piangere e non sapevi per cosa.
Ti faceva venir voglia di fare il cuoco e innamorarti della ragazza con gli occhi più dolci.
Finì quel giorno, in quel momento lì, (per molti) l'essere bambino.
Si ruppe l'innocenza.

Oggi, 39 anni dopo, un altro giorno di Natale, sono ancora qui rotto, ancora più inadeguato a capire troppe cose e l'innocenza non è più tornata, e, davanti al pc portatile, si rompe un pezzo del tempo dell'adulto. Perché la memoria non è più in mano ai sopravvissuti.

Leggo, infatti, che è morto l'uomo buono, il ragazzo che è rimasto buono, ha voluto restare buono, malgrado, anzi proprio perché ha visto l'indicibile del mondo.
La violenza, i soprusi, i campi di sterminio, l'odio dell'uomo sull'uomo.
E’ morto Pino Galbani.
Un simbolo, un uomo giusto.
Un esempio a colori.

Quando stamane ho saputo che era morto, l’ho detto ai miei figli, il più piccolo lo conosceva meglio degli altri, la scuola a volte sa essere perfettamente un abbecedario per formare alla vita civile.
Pino Galbani andava infatti, ogni volta che era chiamato, nelle scuole di ogni ordine e grado a parlare della sua vita, degli scioperi e della deportazione nazifascista.
Quell’uomo bellissimo che aveva in fondo agli occhi chiari, lui che aveva visto il pozzo nero più profondo della negazione umana, il dono della bontà e della fiducia nel prossimo.

Paolo Trezzi

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

24 Settembre 2008 Taro Aso, 68 anni, è il primo cristiano ad essere eletto primo ministro in Giappone.

Social

newTwitter newYouTube newFB