Lecco, 06 novembre 2018   |  

Piccolo manuale di sopravvivenza diplomatica se uscite a cena con un presidente straniero (tipo Xi Jinping - 习近平)

"Pronunciare bene il nome di una persona è un semplice segno di stima e rispetto e con i mezzi moderni è facile non sbagliare o creare imbarazzo".

Xi reuters

Il presidente Xi Jinping

E’ di questi giorni la notizia che l’onorevole Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché viceministro del Consiglio dei Ministri incontrando il presidente cinese Xi Jinping lo abbia chiamato semplicemente “presidente Ping” scatenando una serie di inevitabili critiche e ironie sulla stampa e sul web.

Una regola base della diplomazia è quella di imparare i nomi delle personalità politiche senza storpiamenti di sorta cosa che, del resto, non richiede uno sforzo abissale e dimostra buona educazione e rispetto verso l’interlocutore istituzionale che ci si trova davanti.

Il cinese è una lingua complicata, lo diceva persino il cardinal Mezzofanti (1744-1849), uno dei più grandi poliglotti di tutti i tempi che nel corso della sua vita apprese 78 lingue più un numero imprecisato di dialetti e impiegò ben quattro mesi per padroneggiare l’idioma sinitico...

Dei diplomatici del passato, con compiti politici più o meno complicati e storicamente avvincenti, quello che amo di più è Wilhelm von Huboldt che riteneva lo studio delle lingue straniere un modo per avere una prospettiva diversa per conoscere il mondo.

Nell’epoca di internet, anche per chi non mastichi perfettamente la lingua cinese o non conosca la sua immensa millenaria cultura, è sufficiente avere padronanza di strumenti elementari per capire come “funzionano” nomi e cognomi.

Il nostro vicepresidente avrebbe scoperto immediatamente che il cognome viene prima del nome (Xi nel caso del presidente cinese e che è prassi usare l’appellativo completo di cognome e nome. Per il presidente della Repubblica Popolare Cinese: Xi Jinping).

Di prassi i cognomi cinesi sono monosillabici, mentre i nomi possono avere più sillabe. Se proprio si vuole usare solo il cognome è buona cosa fare seguire il cognome (non precedere) da un appellativo onorifico che corrisponde al nostro “signor...”, cioè “Xiansheng”. In cinese quindi per rivolgersi al presidente Xi Jinping possiamo dire: Xi Jinping oppure Xi Xiansheng.

L’uscita audio di Google traduttore è sufficiente per ripetere con toni ineccepibili cognome e nome del signor presidente Xi Jinping (e fare un figurone!).

Siccome lo sanno fare anche dei semplici infermieri (durante i corsi sulla multiculturalità), se io fossi un rappresentante dello Stato mi sforzerei anche di usare strumenti semplici, a disposizione in internet, per indagare i bei caratteri cinesi di cui è composto il nome del presidente cinese. Qui come si fa con un semplice copia ed incolla nel sito https://www.mdbg.net/.

La morale della storia è che pronunciare bene il nome di una persona è un semplice segno di stima e rispetto e con i mezzi moderni è facile non sbagliare o creare imbarazzo.

Paolo Tentori, Novantiqua Multimedia
Realtà specializzata nel campo della formazione bibliotecaria (digitalizzazione del libro antico) e della formazione sanitaria (approccio multiculturale alle problematiche del paziente immigrato).

Fonte: https://www.slideshare.net



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