Lecco, 16 dicembre 2017   |  

Per Natale il Comando della Gioia: "Siate sempre lieti nel Signore"

di Don Paolo Maria Ventura

Sono giorni di grazia che ci preparano a celebrare con gioia il Natale di Gesù.

Don Paolo Ventura copia

IL COMANDO DELLA GIOIA (Fil 4,4-9)
"Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti " (Fil 4,4)

Nel periodo natalizio una delle parole più usate è GIOIA. L’uso di questo termine lo ritroviamo più volte proprio nel corso delle celebrazioni delle Messe natalizie.

Lo affermano le diverse preghiere, i prefazi e le letture. La gioia pervade i testi della liturgia come una filigrana che certifica l’autenticità della celebrazione.

A Natale si celebra, dunque, la gioia di Dio che pervade la terra e la investe con la Sua presenza. È la gioia che Dio prova per l’uomo, che alimenta e sostenta la gioia umana. È la gioia di Dio che si unisce all’umanità come uno sposo con la sua sposa, come ci indica ancora la lettura delle nozze di Cana che la Chiesa d’Oriente presenta come complemento e spiegazione dell’Epifania.

La gioia natalizia del cristiano quindi è un effetto della gioia di Dio per la sua umanità che viene a visitare, ed è una conseguenza per la gioia che Dio prova nella sua Incarnazione, potendosi così pienamente manifestare all’uomo, la sua creatura amata.

Le parole dell’apostolo Paolo "Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti " (Fil 4,4), mi sembra indichino tutto questo.

E’ come se Paolo sentisse il dovere dì lasciare come eredità, come testamento, il comando della gioia. E' possibile comandare la gioia?

Ci sembrerebbe impossibile, ma possiamo comprendere questa esortazione: Siate sempre lieti nel Signore, che diventa una specie di imperativo ve lo ripeto: siate lieti, solo alla luce di questa intensità affettiva. E' l'affetto che porta Paolo non solo ad esortare, a raccomandare alla comunità di vivere nella gioia, ma addirittura, in qualche modo, a comandare alla comunità di vivere nella gioia.

Molti cercano la gioia dappertutto, ma non nella Chiesa, non nel Signore.
• Io dove cerco la gioia?
• Dov'è la sorgente della mia gioia?
• Come discepoli del Signore, dove insieme attingiamo alla gioia?
• Qual è il pozzo della gioia di questa Comunità?

E' il Signore la sorgente della gioia. E' Lui il motivo della nostra gioia. E’ il compimento della gioia.

Siate sempre lieti nel Signore! SEMPRE perché Dio non fa torto ai suoi doni, non viene meno alla sua promessa e alla sua consegna. Ecco perché il comandamento non è solo un imperativo morale: sforzatevi di essere contenti; il comandamento è: riconoscete i doni di Dio, riconoscete i doni dello Spirito.

Non fate torto alla grazia di Dio. Alla fine: arrendetevi al suo amore. Questa è la gioia.

E a Natale si rivela proprio questo aspetto di Dio. Lui non è solo Creatore e Onnipotente, Lui è la gioia stessa, infinita ed eterna, luminosa e splendente.

Uno dei più antichi documenti della Chiesa, l’epistola di Barnaba, afferma che il cristiano è il "figlio della gioia". L’espressione sintetizza la verità somma del cristianesimo e commenta le parole di Gesù: "Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena".

Allora auguriamoci di vivere il natale con la gioia nel cuore.

Un natale buono, perché facendosi come noi, Dio entra nelle nostre fatiche e ci sostiene con la speranza della Sua gloria.

Buono perché impregnato dalla gioia e dalla pace di Dio.

Buono perché, nonostante le umane solitudini e le quotidiane ferite, Dio offre sempre la sua incontenibile esultanza d’amore (= la gioia) per ciascuno di noi.

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